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Il covid colpisce ancora in Versilia: cinque decessi

Tre vivevano a Camaiore, gli altri due erano residenti a Viareggio. Avevano un’età compresa tra i 67 e i 92 anni

VIAREGGIO. Il covid miete ancora vittime in Versilia. Altri quattro sono i decessi registrati nella giornata di ieri. Sale dunque a 347 il numero delle persone che sono morte con il tampone positivo nei sette comuni costieri da quando il virus è arrivato nel nostro territorio. Sono esattamente 82 i contagiati che sono morti nella prima ondata (quella da marzo all’estate dello scorso anno), sono invece 265 quelli della seconda ondata (ovvero da ottobre scorso a oggi).

Ecco i nomi delle persone che ci hanno lasciato. È scomparso Ciro Di Lauro, 76enne residente a Viareggio. L’uomo è morto al Versilia nella giornata di ieri. Lascia la moglie, due figli, i nipoti e un pronipote di cinque anni. I funerali di Di Lauro si svolgeranno nel pomeriggio dii oggi alle 16 nella chiesa di Bicchio. Il servizio funebre sarà curato dalla Croce Verde di Viareggio. Anche la comunità di Camaiore è in lutto per la scomparsa di Annamaria Francesconi. La donna, vedova da tempo, aveva 92 anni. Lascia tre figli. Questa mattina alle nove nella chiesa di Santa Teresa è prevista una benedizione. Nella giornata di domani verrà tumulata nel cimitero a cura onoranze funebri La Badia. Se ne va a causa del virus anche una figura conosciuta della politica viareggina Augusto Fiorini, 67 anni residente Lido Camaiore ma viareggino di nascita, ha militato per tanti anni nel partito di Fratelli d’Italia .


Se ne va Olga Temporin, 73 anni. Anche lei deceduta al Versilia. Lascia un figlio: Efisio. La salma della donna sarà esposta domani alla casa funeraria La Piramide e poi verrà portata alla cremazione.

È morto venerdì sera al Noa di Massa a causa del virus anche Alfredo Serni, 79 anni, compiuti il 23 marzo. Era ricoverato nell’ospedale massese dal 17 aprile scorso. Non è bastata la prima dose di vaccino ricevuta il 5 aprile scorso, Serni ha comunque contratto il virus. La scoperta è avvenuta quando ha registrato 38 di febbre. Inizialmente è stato curato nella sua casa di via Ciabattini, al quartiere Migliarina. Ma le sue condizioni sono peggiorate e si è reso necessario il ricovero. Serni non soffriva di particolari patologie pregresse. Aveva lavorato come operaio al cantiere navale Società Esercizio Cantieri in Darsena. Una volta andato in pensione, si è dedicato a tempo pieno alla sua passione: gli animali, e in particolare i gatti. Un amore per i felini che ha trasmesso alla figlia Paola che si occupa del gattile. Per diciannove anni Alfredo si è preso cura di Ettore, un randagio che fu adottato dai pescatori del molo. Alla morte del gatto, la figlia Paola ha fatto realizzare una statua commemorativa dallo scultore Giuseppe Del Debbio che è stata collocata sotto la passerella sul canale Burlamacca. In nome di Ettore è stata creata anche un’associazione che aiuta gli animali. Era un grande tifoso della Juventus, e in particolare di Omar Sivori anche quando si traferì al Napoli. Serni da giovane ha giocato nell’Iskra, una squadra locale rivale della Stella Rossa del Bar Arcobaleno.

Lo ricorda la figlia: «Devo a lui quello che sono, l’amore per gli animali – dice al Tirreno – se n’è andato in punta di piedi senza fare rumore come nel suo stile, passando dall’altra parte con la sua calma e grazia che lo hanno contraddistinto. Niente sarà più uguale a prima». Alfredo l ascia la moglie Giovanna e un altro figlio, Massimiliano. Il funerale, a cura della Croce Verde, è fissato per lunedì alle 16 alla parrocchia di Santa Maria Assunta alla Migliarina. —

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