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Riapre il nuovo Principe di Piemonte: nel 2022 diventerà un 5 stelle lusso

Il 17 maggio via alla stagione: il ristorante a 2 stelle Piccolo Principe al piano terra, sulla terrazza nasce il Maitò di Viareggio

VIAREGGIO. Il bellissimo ed elegante gentiluomo che accoglie la fine della Passeggiata si è rifatto il guardaroba. Si adegua alla tecnologia moderna, ma appende alle pareti i quadri di Renato Guttuso, pittore simbolo del fu Partito comunista. Sublime contraddizione per uno che vuole diventare un altro simbolo, ma del lusso.

Ebbene sì: il Principe di Piemonte vuole dare un senso alla sua nuova vita sotto il segno dei Nesti, imprenditori partiti da Montale (Pistoia) e oggi padroni di un impero. Dall’estate scorsa il Principe di Piemonte, tramite la società controllata Savogno Investments, è nel Gruppo italo-austriaco Gb, cioè i Nesti – anche se il timone è in mano a Lorenzo Nesti, figlio di Stefano – più altri soci. Che hanno comprato, prima del Principe di Piemonte, i bagni Maitò e Orsa Maggiore con relativi ristoranti e l’hotel Giada a Forte dei Marmi. Nel turismo ci credono, nella Versilia anche di più. Così il Principe di Piemonte è stato ed è oggetto di un’operazione di abbellimento che durerà fino all’anno prossimo, senza toccare l’essenza della sua struttura intangibile e vincolata. Per diventare – assicura il nuovo direttore dell’hotel Stefano Plotegher – un albergo 5 stelle lusso a partire dal 2022. Aperto dodici mesi all’anno.

Il nuovo Principe riaprirà i battenti il 17 maggio, nella sua nuova versione. Finora i lavori hanno riguardato l’impiantistica, con concessioni alle nuove tecnologie, e gli arredi. A stagione conclusa si procederà anche sulle camere, «ma senza sconvolgere nulla. Abbiamo 106 camere, di cui una metà con vista mare, già bellissime», assicura il direttore Plotegher, che si dice orgoglioso del fatto che è stato coinvolto nel progetto il meglio dell’artigianato toscano. «Se fossimo un vino, saremmo un Super Tuscan», dice. Gli architetti incaricati sono i fiorentini Diletta Storace e Nicola Spagni. Tra le novità a cui il Principe di Piemonte, che vuole essere sì mèta del lusso ma con un’anima intellettuale, dà più rilievo c’è la collezione di Guttuso nella sala accanto al ristorante. Poi c’è la piscina solo per i clienti. Ma le novità che più stuzzicavano (pessimo gioco di parole) e che ora sono ufficiali riguardano la ristorazione offerta all’interno della struttura.

Giuseppe Mancino, chef che con le due stelle Michelin ha portato il suo Piccolo Principe in vetta, si trasferisce al piano terra. Avrà un ingresso tutto suo. A lui il compito di portare ancora avanti una qualità ritenuta ai livelli top. Sulla terrazza nasce il Maitò di Viareggio: una sorta di cugino del locale fortemarmino, con cucina mediterranea alternativa allo stellato Piccolo Principe. La sfida è differenziare l’offerta nello stesso spazio. E in più, sempre sulla terrazza, il Rooftop bar, con un bancone in marmo di Carrara, cocktail e 40 etichette di champagne ad accompagnare la splendida vista. Un’operazione che ricorda, se vogliamo, il 230 Fifth, locale cult della movida notturna a Manhattan. Con vista sull’Empire State Building.

«Siamo convinti – dice il direttore Plotegher, che arriva dall’Augustus di Forte dei Marmi – che, al netto della pandemia di cui speriamo tutti di vedere la fine, Viareggio e la Versilia abbiano potenzialità enormi. Ci auguriamo che le vaccinazioni anti-Covid possano proseguire e regalarci sempre maggiori sicurezze». Di sicuro il gruppo Gb, con tutti questi investimenti, ritiene che il futuro è qua. Peccato solo per l’Excelsior che ancora non ha trovato una soluzione al suo stato di abbandono: dal Principe di Piemonte ammettono di non temere concorrenza ma di preferire la bellezza, anche se a due passi. —

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