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Dubbi sui pazienti fragili in fila per il vaccino anti-Covid: uno su due non è in regola

Versilia, alcuni si sono messi in coda senza averne pieno diritto: il portale della Regione non è riuscito a filtrare le domande legittime. Quasi conclusi i settantenni, si parte con gli over 65

VIAREGGIO. C’è un buco nella rete che dovrebbe raccogliere tutti i pazienti fragili (o fragilissimi) e portarli a fare la vaccinazione anti-Covid. Un buco che ha fatto sì che molte persone anche in Versilia si siano messe in coda in questa categoria, senza in realtà averne pieno diritto.

Per esempio, donne che hanno ordinari problemi di tiroide. Oppure chi ha forme leggere di cardiopatia. E ancora: casi di tumore risolti anni fa e mai più ricomparsi dopo i controlli di rito. Secondo stime non ufficiali, si tratterebbe di almeno il 50 per cento dei casi in queste liste di assoluta priorità. Se così fosse, perciò, centinaia di richieste sarebbero da considerarsi fuori posto.


Non si tratta di una truffa: almeno, non nella grande maggioranza. Chi ha fatto l’iscrizione attraverso il portale Prenotavaccino.sanita.toscana.it ha ricevuto il messaggio di conferma dal portale stesso, dopo aver indicato le proprie malattie. Malattie che vengono riconosciute tramite il codice di esenzione. Quindi è il sistema che ha inserito la richiesta nelle liste dei casi fragili a cui dare priorità nelle vaccinazioni. Ma quando queste persone si sono presentate al distretto del Terminetto, centro vaccinale di Viareggio e Versilia, il medico li ha visitati come da prassi e ha dovuto prendere atto che in quella lista loro non avrebbero dovuto esserci. A quanto pare, il portale della Regione non è riuscito a filtrare le domande legittime di persone che hanno avuto malattie, ma non tali da essere considerati soggetti particolarmente a rischio in caso di infezione da Covid, lasciando solo le richieste di malati da vaccinare con la massima priorità. Con il risultato che ci sono malati neurologici gravi non ancora protetti dal virus. Così come è rimasto fuori chi li assiste.

Quando il medico ha spiegato la situazione all’interessato, qualcuno ha reagito male. Protestando. Al di là di tutto, questi pazienti saranno vaccinati: è impensabile negare loro la somministrazione delle dose. Primo, perché comunque si tratta di persone che hanno completato una procedura formalmente legittima, anche se rivelatasi sbagliata a un controllo successivo. Secondo, perché l’obiettivo deve essere vaccinare tutti, a partire da chi non ha una salute perfetta. E queste persone, stando alle documentazioni cliniche in loro possesso, hanno l’attestazione di una patologia.

Nel frattempo, sono in via di conclusione i settantenni. Circa 4mila erano le richieste ancora da soddisfare in Versilia: considerati gli attuali ritmi del distretto del Terminetto (dalle 800 alle 1.000 dosi al giorno), già questa settimana si potrebbe chiudere il discorso. Da domani partono le prenotazioni della fascia 65-69 anni, che verrà vaccinata a breve. —

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