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A maggio 25mila vaccini ai versiliesi: ma il personale Asl potrebbe non bastare

Anche i chirurghi dell’ospedale impegnati al Terminetto. Campani: «L’obiettivo è tra 800 e 1.000 dosi al giorno»

VIAREGGIO. Mille venerdì, novecento sabato e poco meno di ottocento ieri. Non è una filastrocca, ma il numero di vaccinazioni anti-Covid fatte negli ultimi giorni al distretto del Terminetto. A cui hanno dato una mano anche i chirurghi dell’ospedale Versilia, perché il lavoro è tanto e c’è bisogno di tutti.

«L’obiettivo – spiega il dirigente Asl Alessandro Campani, responsabile della Zona distretto e coordinatore della campagna vaccinale in Versilia – è viaggiare sempre tra le 800 e le 1.000 vaccinazioni al giorno. In questo modo nel solo mese di maggio avremo somministrato almeno 25mila dosi ai versiliesi». In aggiunta a quelle già fatte, quasi 52mila di cui 15mila sono seconde dosi, a fine mese si sfiorerebbe quota 80mila. Con un numero di immunizzati, cioè persone che hanno ricevuto sia la prima dose che il richiamo, sempre più elevato.


I problemi sono alle spalle? Niente affatto. Intanto l’aumento delle somministrazioni giornaliere porta più persone al Terminetto: di conseguenza aumentano lamentele e proteste. Qualche utente si è risentito per essere stato troppo a lungo in coda; qualcun altro si è ribellato di fronte al cambio di vaccino, in quel caso Pfizer invece di Moderna, minacciando di chiamare la polizia.

«Per quanto riguarda lo stare in coda – precisa Campani – è inevitabile che, quando gli utenti sono di più, bisogna che ci adeguiamo un po’ tutti. Noi che gestiamo la struttura del Terminetto, così come gli utenti. Arrivare molte ore prima dell’appuntamento è, diciamolo chiaramente, inutile oltre che rischioso: non possiamo permettere a centinaia di persone di stare nello stesso luogo, gli assembramenti vanno evitati. È sufficiente una mezz’ora di anticipo per poter fare tutta la procedura e andarsene senza eccessivi disagi. Per quanto riguarda il vaccino che viene somministrato, il nostro non è un supermarket: ci sono valutazioni cliniche che vengono fatte dai medici, all’utente viene proposto il vaccino giusto per le sue condizioni di salute. Per un paziente fragile l’alternativa a Moderna è Pfizer, che è assolutamente adeguato al caso: le rimostranze non sono motivate, perché non viene certo proposta una qualità peggiore rispetto a un’altra».

In questi giorni al Terminetto si stanno vaccinando con Pfizer gli anziani ultraottantenni e i pazienti fragili, mentre alla categoria dei settantenni è destinato AstraZeneca. «Sugli anziani – prosegue Campani – siamo in conclusione: la copertura è praticamente raggiunta, tenuto conto di quelli che non potevano fare il vaccino per motivi di salute. Sui fragili e fragilissimi il ritardo c’è e non si può negare: contiamo nei prossimi giorni, grazie al ritmo che stiamo tenendo, di metterne al sicuro molti altri. Sugli over 65, indicati dal commissario Francesco Paolo Figliuolo come prossima categoria prioritaria, non so dare una tempistica».

Anche perché c’è un’altra questione che rischia di complicare i piani. Paradossalmente, ora che i vaccini arrivano potrebbe mancare il personale in grado di farli. Al Terminetto, come si diceva all’inizio, si sono presentati anche i chirurghi del Versilia per dare un aiuto. Però medici e infermieri dell’Asl potrebbero non riuscire a coprire tutto il lavoro enorme che resta da fare per vaccinare, se non tutta la popolazione, almeno la maggior parte. I medici di famiglia, una volta chiusa la campagna dedicata agli anziani, potrebbero essere nuovamente interpellati: ma l’organizzazione sugli over 80 ha lasciato a desiderare. E i medici che si sono proposti come volontari per le vaccinazioni sono solo sette. L’impressione è che servirà l’intervento dei datori di lavoro – in Versilia le imprese turistiche e i cantieri della nautica – chiamati a vaccinare i propri dipendenti, per poter concludere una campagna di prevenzione di massa che, non dimentichiamolo, dovrà esserci ogni anno. —

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