Crisi Perini, fallimento confermato: la Corte d’Appello respinge il ricorso

Adesso il passaggio che attende l’azienda è quello della vendita dei cantieri di Viareggio e La Spezia

VIAREGGIO. Giornata di quelle che non si dimenticano, quella di ieri (venerdì 30), nella vicenda del fallimento Perini Navi, l’azienda della grande nautica a vela. Da una parte la Corte d’Appello di Firenze ha respinto il reclamo contro il fallimento presentato dalla proprietà (la “Fenix” della famiglia Tabacchi); dall’altra, il curatore fallimentare Franco Della Santa, ha venduto all’asta – per 30 milioni e 600mila euro, il cantieri Perini Navi in Turchia.

Nelle ultime settimane Edoardo Tabacchi aveva annunciato l’accordo raggiunto con il fondo Clessidra, pronto a un aumento di capitale che dava fiato alla “Fenix” per presentare un concordato in caso che i giudici fiorentini avessero accolto il reclamo. Al cuore della “resistenza” della Fenix e della famiglia Tabacchi la contestazione di un passaggio chiave della sentenza emessa dal Tribunale di Lucca. Quello in cui si legge che: «Non è in contestazione lo stato di insolvenza di Perini Navi Spa. La circostanza, oltre ad essere stata ammessa ai fini della proposizione della domanda di concordato con riserva, emerge con chiarezza dalle situazioni patrimoniali aggiornate al 31 dicembre 2019 e al 31 marzo 2020. Oltre che dalle informative trasmesse al Tribunale nel corso della procedura di preconcordato». Il tutto sintetizzato ina una «esposizione debitoria che sfiora i 100 milioni».


Nei prossimi giorni sarà più chiara la posizione espressa dalla Corte d’Appello di Firenze. Intanto, certo è che il curatore fallimentare può tirare un po’ il fiato e lavorare a pieno ritmo per il passaggio fondamentale, quello della vendita dei cantieri di Viareggio e La Spezia. Un’asta per la quale c’è già un gruppo di pretendenti: la società appositamente costituita dai due big della nautica ' Gruppo Ferretti e Sanlorenzo, The Italian Sea Group e Palumbo Superyacht. Il primo a farsi avanti, già nel maggio scorso dopo l’avvio della procedura di concordato in bianco, è stato Sanlorenzo. Pronto all’acquisto fino a un giorno prima della dichiarazione di fallimento, quando la “Fenix” pensava vincente l’operazione che vedeva in campo per il salvataggio il fondo “Blue Skye”. Il quale, però, garantiva un prestito da 30 milioni di euro da restituire in quattro anni ad un tasso del 10 per cento.

Immediata la reazione della Fiom-Cgil alla notizia del fallimento confermato: «È la fine di un incubo durato tre mesi. Finalmente c’è un orizzonte tracciato per il lavoro della curatela che potrà procedere nell’esercizio provvisorio e nelle attività propedeutiche alla cessione nei tempi più rapidi. È necessario riavviare quanto prima l’attività e che i soggetti interessati si manifestino e aprano una discussione di merito per quanto riguarda i propri piani di rilancio e investimento nell’azienda. Perini Navi deve tornare ad essere l’azienda leader indiscussa per la qualità e l’eccellenza nella realizzazione delle imbarcazioni a vela più belle al mondo, per questo bisognerà recuperare sul campo e ricostruire tutte le professionalità necessarie e rinnovare un patto con il territorio con i lavoratori e con le imprese locali che ne hanno dato lustro nel mondo. Come sindacato saremo vigili del percorso cui si sta avviando l’azienda per garantire al meglio l’occupazione, la ripresa e un futuro industriale di un brand che è la storia della vela italiana». —

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