Il vicepresidente Tabacchi: 50 milioni pronti per far ripartire Perini

L'imprenditore svela al Tirreno l'accordo con il Fondo Clessidra per finanziare il gigante viareggino degli yacht a vela in caso di revoca del fallimento

Per mesi la scelta è stata quella del silenzio, lasciando che a parlare nelle sedi opportune fosse solo il lavoro dei legali impegnati a contestare, di fronte ai giudici della Corte d’Appello di Firenze, la sentenza di fallimento di Perini Navi, emessa dal Tribunale di Lucca. Nell’attesa della decisione, dopo l’udienza dello scorso 16 aprile, Edoardo Tabacchi, vice presidente della azienda della grande nautica a vela, ha deciso di far sentire la voce della “Fenix Srl”, società proprietaria di Perini Navi.

«Oggi abbiamo qualcosa di concreto», è l’esordio della conversazione con il Tirreno. Se il reclamo della proprietà, infatti, sarà accolto – prosegue Tabacchi – «potremo depositare un concordato» forti dell’accordo raggiunto con il fondo “Clessidra” della famiglia Pesenti, controllato dalla Holding di investimenti Italmobiliare Spa e considerato il principale gestore di Fondi di Private Equity esclusivamente dedicati al mercato italiano.


«Abbiamo lavorato», continua Tabacchi, «per individuare un progetto serio, credibile, affidabile». Dal valore – è la cifra fornita da Edoardo Tabacchi – di «almeno 50 milioni di euro» e con lo strumento dell’«aumento di capitale». Una cifra «che Perini Navi avrà a disposizione per ripagare i creditori e far ripartire l’azienda». La quale ha in “pancia” sei imbarcazioni da terminare e «un ordine arrivato nel dicembre scorso che è importante recuperare», così lo scenario delineato dal vice presidente di Perini Navi.

Scenario che sta perfettamente dentro il nuovo impulso dato alla propria attività dallo stesso Fondo Clessidra, all’interno del quale – a fine 2020 – è nata Clessidra Factoring, società specializzata nel finanziamento del capitale circolante verso aziende con piani di ristrutturazione in corso e di piccole/medie aziende che abbiano ancora buone prospettive sui mercati di riferimento, ma al contempo anche difficoltà di accesso al credito bancario per aspetti dimensionali non ottimali e/o con rating basso o senza rating.

«Un progetto molto serio», prosegue Tabacchi, «che mette Perini Navi, nel caso in cui si potesse proseguire, nelle condizioni di ripartire in grande forza e con una soluzione che, essendo basata su versamenti in equity, può dare solidità all’azienda. Nel caso il nostro reclamo venisse accettato, la soluzione che abbiamo presentato insieme a Clessidra riteniamo sia estremamente seria perché darà continuità alla costruzione delle navi, farà ripartire l’azienda e sarà chiaro chi ci sarà, ovvero la nostra famiglia con il Fondo Clessidra».

Si è parlato anche di un partner bancario, così le voci circolate negli ultimi giorni, ma su questo punto Tabacchi preferisce rimandare a un ulteriore approfondimento: «Ci sono elementi che in questo momento non sono ancora definiti. Ma io credo che la soluzione Clessidra sia una soluzione estremamente solida. Primo perché si tratta di un fondo italiano, quindi manteniamo la localizzazione e l’italianità di una azienda che è estremamente importante. Secondo, Clessidra è un partner serio che lavora già nelle ristrutturazioni e ha tra tutti i suoi investitori tutte le banche italiane. Per cui è riconosciuto come un investitore di alto livello. Per la sua conformazione, per l’interlocutore che abbiamo messo in gioco e che ci crede seriamente, per le munizioni che l’azienda avrà per andare avanti è molto serio. Entrambi abbiamo l’obiettivo di giocare una partita che sia solida». —

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