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Grandi manovre su Perini: si muovono banche e aziende di recupero crediti

Proposte alle imprese satellite per l’acquisto delle somme vantate nei confronti del cantiere decretato fallito

VIAREGGIO. Grandi manovre si muovono intorno a Perini Navi, in attesa della decisione della Corte d’Appello di Firenze che si è riservata sul reclamo presentato dalla proprietà (la Fenix della famiglia Tabacchi) contro la sentenza di fallimento dell’azienda emessa dal Tribunale di Lucca. Aspettando la sentenza e a pochi giorni da quel 29 aprile, data fissata come termine ultimo per la presentazione delle offerte per acquistare il cantiere Perini Navi in Turchia, o meglio la quota di partecipazione nella società Perini Istanbul Gemicilik A.S., con sede in Tuzla/Istanbul. Quota dal valore di 13 milioni e 500mila euro, al netto delle tasse e delle imposte dovute ai sensi della legge italiana. Passaggio fondamentale, questa vendita, per il lavoro del curatore fallimentare Franco Della Santa, affiancato da uno staff di professionisti. Dei tredici milioni e mezzo ne rimarranno a disposizione poco più di dieci, senza i quali nelle mani del curatore vi sarebbe poco più di una scatola vuota.

E potrebbe essere proprio questa vendita ad aver scatenato richieste di acquisto dei crediti che le aziende dell’indotto della grande nautica vantano nei confronti della stessa Perini Navi. A farsi avanti è stata Banca Ifis Spa, quella con la quale le imprese “satellite” di Perini Navi avevano credito sempre aperto avendo come garanzia i lavori appaltati dalla grande azienda della nautica a vela. Ad alcune imprese è arrivata l’offerta – con scadenza 31 marzo – di «cedere a un potenziale acquirente i crediti vantati nei confronti della Perini Navi Spa per i titoli a noi ceduti nell’ambito del corretto rapporto di factoring». La proposta è corredata dall’indicazione del «prezzo potenziale di cessione pari al 28 per cento». Con l’aggiunta della precisazione: «Il corrispettivo percepito sarebbe portato alla Banca in compensazione con la vostra attuale esposizione a concorrenza fino a concorrenza del relativo importo».


Da una parte una delle banche creditrici di Perini Navi e dall’altra la società “Reinvesto Npl” che si è fatta avanti proponendo l’acquisto dei crediti che saranno ammessi allo stato passivo al prezzo pari al 23 per cento del valore agli stessi, riconosciuto nell’ambito dello stato passivo e definitivamente ammessi che verrà corrisposto entro 15 giorni dall’ammissione al passivo contestualmente alla firma del contratto di cessione. Il che fa pensare che possano essere circolate, negli ambienti finanziari, indiscrezioni su un possibile respingimento del reclamo da parte dei giudici fiorentini. Ma potrebbe essersi mosso anche chi ha intenzione a partecipare all’asta Perini, intanto – per esempio – quella che si svolge tra Italia e Turchia. —

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