Anziani, in 2.700 sono ancora senza vaccino

Sono il 20 per cento. I medici di base: «Siamo in chiusura, c’è chi si è rifiutato» 

VIAREGGIO. L’80 per cento di loro ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino anti-Covid. Ma, per dare un’idea di quanto sia stata problematica la campagna vaccinale per gli ultraottantenni, basti pensare che quel 20 per cento in Versilia è costituito da circa 2.700 persone. Ancora oggi esposte al rischio più alto di tutti in caso di contagio da coronavirus.

La percentuale di copertura della popolazione più anziana, dopo molti ritardi, comincia a essere soddisfacente. «Teniamo conto – dice Alessandro Squillace, medico di famiglia a Camaiore e referente della categoria per la Versilia – che ci sono vaccinazioni non ancora conteggiate, perché non inserite dal medico nel sistema informatico che monitoria l’andamento». L’obiettivo di Regione, Asl e medici di base era di chiudere la campagna dedicata agli ultraottantenni tra la fine di aprile e inizio maggio: il 25 aprile, festa della Liberazione e quindi data simbolica, era stato stabilito come punto di arrivo per dare la prima dose di vaccino a tutti gli anziani.


«Non ho la certezza che il termine del 25 aprile sarà rispettato – dice Squillace – Però siamo in fase di chiusura: possiamo dire di essere vicinissimi al traguardo. C’è da considerare che, nel numero di chi è rimasto fuori, ci sono anche pazienti che non faranno il vaccino. Per questioni di salute, ma anche per scelte personali». Ci sono, insomma, anche tra gli anziani gli scettici rispetto al vaccino Pfizer, che pure è il più forte e sicuro di tutti. Anziani che, a differenza dei più giovani, si assumono un rischio personale molto serio. «È ovvio – rammenta Squillace – che sopra gli 80 anni le conseguenze dell’infezione sono in proporzione maggiormente letali. Per quanto non sia scontato che la carica virale sia forte al punto da uccidere».

La campagna vaccinale, come ammesso un po’ da tutti, è stata zoppicante. In particolare per le categorie di persone che dovevano essere messe al sicuro prima di altre. E che invece, dopo due mesi della cosiddetta fase-due della campagna vaccinale, non sono ancora state vaccinate al 100 per cento.

«I ritardi ci sono stati, è inutile negarlo – dice Squillace – Così come qualche pasticcio. Ultimamente, per esempio, c’è stato un tira e molla tra l’Asl e noi sulla questione delle vaccinazioni a domicilio, che ha aggiunto se possibile un pochino di confusione. Mi auguro che, una volta conclusa la campagna di vaccinazione degli anziani, si possa mettere a punto un modello in cui sia noi che l’Asl possiamo agire in parallelo. Questo per velocizzare le procedure».

Ad aumentare la confusione c’è stato il continuo cambio di marcia su come dovevano accedere gli anziani alla vaccinazione. Nei giorni scorsi la Regione ha messo a disposizione un numero verde, 800117744, e la possibilità di prenotare il vaccino anche sul portale regionale Prenotavaccino.sanita.toscana.it. Per chi fosse in difficoltà con Internet ci sono associazioni di volontariato (a Viareggio Misericordia e Auser per esempio) che offrono il proprio supporto.

Per quanto riguarda le altre categorie, i pazienti fragili vengono chiamati dall’Asl: sul portale regionale è possibile iscriversi in modo da mettersi in lista. La fascia d’età 70-79 al momento è sospesa, ma dovrebbe riavere il via la prossima settimana. Assieme a quella 60-69. —

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