Coppia di poliziotti contagiati riesce a sconfiggere il Covid

Moglie e marito tornano a casa dopo il ricovero: "Il personale ospedaliero ci permetteva di vederci a distanza: questo ci ha aiutato"

VIAREGGIO. Coppia di poliziotti colpiti dal coronavirus riesce a sconfiggerlo dopo il ricovero all’ospedale Versilia. Si tratta di Alberto Govi, ex comandante in pensione della Polizia ferroviaria della sede alla stazione, e di Angelina Scarel, agente oggi in servizio alla Polfer.

Marito e moglie hanno contratto il virus insieme ai figli, che per loro fortuna non hanno avuto necessità del ricovero in ospedale. La prima ad avere contratto il virus è stata Angelina, che è stata dimessa il 2 aprile. «Dopo 16 giorni sono tornata a casa vittoriosa – dice – grazie alla mia famiglia, grazie a tutti voi per non avermi lasciata sola un solo minuto, per aver sostenuto me, Alberto e i nostri ragazzi. Grazie anche a chi lo ha fatto attraverso i miei contatti più stretti».

È stata dimessa prima lei del marito ma era convinta, come poi è avvenuto, che anche lui avrebbe vinto la sua battaglia per restare al suo fianco, come sempre. Alberto Govi è tornato a casa lunedì dopo una degenza di circa 24 giorni.

«Finalmente sono tornato a casa – dice – Ringrazio tutti i miei familiari e tutti coloro che mi sono stati vicini e si sono preoccupati del mio stato di salute mandandomi, anche attraverso mia moglie, innumerevoli fervidi messaggi a cui non ho potuto rispondere per il mio grave stato di salute; vi assicuro che mi siete stati di grande sostegno e non mi avete mai fatto sentire solo. Un ringraziamento particolare va ai medici, agli infermieri e agli operatori sociosanitari dei reparti Covid dell’ospedale Versilia, che con la loro alta professionalità abbinata ad un’immensa umanità si prendono cura del fisico e della mente dei pazienti, sostituendosi anche alle amorevoli cure e affetti dei familiari che non possono essere presenti».

Non è mancato poi un appello, rivolto a coloro che ancora oggi sottovalutano la gravità di questa malattia. «Raccomando a tutti di non abbassare mai la guardia e di usare sempre la massima prudenza».

Alberto Govi appena tornato a casa ha voluto subito in videoconferenza salutare tutti gli amici che gli hanno manifestato calore e affetto. «Quando sei in un reparto di ospedale sapere che fuori ci sono persone che pensano a te, ti dà la carica per lottare, ed è quello che ho fatto tutti i giorni. Non è stato facile, anche se per fortuna non ho avuto bisogno di essere intubato, però sono stato aiutato con ossigeno e mascherine per respirare. Adesso sia io che mia moglie siamo nella fase della convalescenza e speriamo di recuperare la migliore condizione quanto prima».

Non hanno idea di come abbiano contratto il virus. «Siamo ancora qui chiedercelo, perché siamo stati sempre attenti. Il primo giorno ho avuto un forte mal di testa, poi ho perso l’olfatto e il terzo giorno mi è venuta una febbre alta. Andato in ospedale sono risultato positivo ed è iniziata tutta la trafila fino ad arrivare a questo giorni. La cosa bella, quando siamo stati ricoverati con mia moglie, è che il personale quando era possibile me la portava per poterla vedere. Questi erano momenti davvero importanti per entrambi: sono indispensabili le medicine, ma quando stai male è importante avere la forza interiore per andare avanti. Grazie davvero, lo ripetiamo ancora, a tutto il personale, umano, splendido, professionale e unico. Ma state attenti a non sottovalutare il virus. Non possiamo abbassare la guardia, dobbiamo sconfiggerlo tutti assieme». 

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