Nuova Terrazza, fino a giugno la gettata della soletta

I lavori sulla Terrazza della Repubblica, dove è in corso la gettata della soletta in attesa della posa della nuova pavimentazione in travertino

Viareggio: i balneari chiedono uno stop con l’inizio della stagione. Starà al Comune trovare una mediazione tra le esigenze delle imprese e quelle degli stabilimenti

VIAREGGIO. Avanti tutta con la gettata della soletta (per il momento 60-70 metri quadrati) sulla Terrazza della Repubblica, lavori dell’associazione di impresa Varia Costruzioni-Bicicchi Felice che ha vinto la gara bandita dal Comune di Viareggio, per un importo di 2 milioni e 300mila euro, spesa a carico dello stesso Comune.

I lavori in corso – così la previsione delle aziende – proseguiranno per tutto il mese di giugno dopo essere iniziati la scorsa settimana. In attesa di indicazione da parte degli uffici dell’Ente pubblico su quando debbano aver termine i lavori per consentire agli stabilimenti balneari di lavorare nella stagione stiva. Su questo si pronuncia il presidente dei balneari, Pietro Guardi, titolare di uno stabilimento proprio sulla Terrazza della Repubblica: «Abbiamo fatto un paio di riunioni sul tema con l’assessore e i tecnici», racconta Guardi al Tirreno, «e abbiamo chiesto che i lavori della gettata vengano fermati nel mese di giugno».


Starà al Comune, dunque, con la nuova dirigente Silvia Fontani, trovare la mediazione tra le esigenze dei balneari e quelle dell’impresa. Che, dopo lo stop estivo, dovrà procedere – a gettata terminata – alla posa della pavimentazione in travertino, così come concordato con la Soprintendenza.

Man mano che la gettata va avanti – spiega Stefano Varia – «procede anche la nuova impostazione di giardini e vialetti come da progetto». Ricordano che «lato mare per quanto riguarda le aiuole va la pavimentazione e basta e c’è direttamente l’erba».

Quando arriverà la data per lo stop estivo, sulla Terrazza attraversata dalla gettata della soletta – assicura Varia – la zona sarà utilizzabile anche dai mezzi dei rifornimenti degli stabilimenti balneari e delle attività commerciali che sulla Terrazza insistono. E sarà almeno ridotto il fenomeno della polvere che ha avvolto la Terrazza estate dopo estate a causa del pessimo stato della pavimentazione.

Poi, man mano che la posa della pavimentazione proseguirà sarà montata, pezzo pezzo, anche l’onda che sarà il disegno distintivo della nuova Terrazza. Forse il lavoro più complicato, una sorta di “ricamo” a mano voluto dal progettista incaricato dal Comune di Viareggio, architetto Stefano Dini.

Tra la fresatura della vecchia pavimentazione, per un totale di ottomila metri quadrati di materiale rimosso, e la gettata della soletta, ci sono stati i passaggi della bonifica bellica (non seguita dalla stessa impresa che realizza l’opera) e la sua “certificazione”, e quelli della posa della nuova tubazione dell’acquedotto e di una conduttura in più per il gas.

Tra le novità che la Terrazza vedrà, a intervento terminato, secondo il progetto di Stefano Dini, anche ampliamento e riduzione numerica degli accessi che passano «da 48 a 22, suddivisi in 7 gradonate e 15 rampe a norma per disabili, equilibratamente distribuite in alternanza rampa/gradonata».

Panche e fioriere, inoltre – si legge nel progetto – «saranno asportate e saranno inserite nuove sedute integrate con le aiuole e la pavimentazione».

La nuova Terrazza, così la descrizione nel suo complesso, «sarà uno spazio pedonale, l’accesso ai mezzi di soccorso e/o per le manutenzioni degli stabilimenti balneari sarà regolato da pilomat a tutti gli accessi carrabili». Così da ridurre lo scorrazzare incontrollato di mezzi di ogni tipo sulla nuova pavimentazione in travertino.

Per quanto riguarda le aree a verde che fanno parte del disegno originale della Terrazza, così si legge nella relazione tecnica messa a punto dallo studio Dini: «I percorsi tra le aiuole lato monte vengono semplificati e razionalizzati, in modo da ottenere una seconda passeggiata lungo il bordo della Terrazza, che definiamo “in ombra” immaginando il filare di palme previsto dal progetto definitivo, che sarà posto in opera in lotti funzionali successivi, contestualmente alla riqualificazione di tutto il patrimonio arboreo». —

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