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La famiglia con Lido nel cuore riprende la gestione dell’hotel

Paola Masoni insieme alla figlia davanti all’albergo

I Masoni avevano acquistato la Perla del Mare alla fine degli anni Ottanta ma per vicende personali avevano dovuto rinunciare: adesso sono tornati

LIDO DI CAMAIORE. Nell’arco di una vita, esistono i luoghi del cuore. Spesso viaggiando, magari per lavoro, la sensazione è che in certi posti, angoli di una città, qualcosa ti accoglie, ti accompagna. Come un tenero abbraccio improvviso. Tutti abbiamo un posto in cui siamo meno soli. E non sono necessariamente le mura di casa. E il nostro territorio, potenzialmente offre tanti luoghi dell’anima. Per i suoi scorci, le sue spiagge, il lungomare illuminato dal sole. Ed è proprio questo il motivo per cui una famiglia pisana, con un passato nell’imprenditoria turistica di casa nostra, ha deciso di tornare nell’albergo di famiglia che era stato passato in altre mani negli scorsi anni. Una ripresa del timone.

«Un hotel è un bell'impegno - racconta la signora Paola Masoni - quando abbiamo rilevato la gestione di questa struttura era il 1978. Eravamo io e mia madre Lara, che veniva da diverse esperienze nel settore. Poi il grande passo, l’ acquisto delle mura nel 1987».


La struttura in questione è l’hotel Perla del Mare, in via Buozzi a Lido di Camaiore, a pochi passi dal mare in una traversa di Viale Colombo. Una struttura tipica a tre stelle della cultura recettiva di casa nostra. La signora Paola è la proprietaria della struttura, coadiuvata nella gestione quotidiana dalla figlia Elena e saltuariamente, quando il lavoro lo consente, anche dall’altra figlia Elisa. La famiglia è originaria di Pisa, dove ha gestito un’erboristeria per circa 20 anni, in una delle vie principali della città toscana, a Corso Italia. E poi l’ estate in Versilia, con l'albergo. L’attività ricettiva ha bisogno di continue cure, è un lavoro difficile, fatto di amore e quotidianità. Aspetti della giornata lavorativa che Paola ed Elena ritroveranno presto, dopo aver lasciato l’attività in affitto d’azienda per tre anni, anche se il momento è molto difficile e l’emergenza sanitaria legata al Covid sta creando enormi problemi al settore turistico.

«Avevamo bisogno di staccare per motivi personali - spiegano Elena e Paola - sappiamo che la situazione attuale è critica ma siamo fiduciose. C'è una grande voglia di ripartire. Speriamo di poter riaprire a giugno, anche prima se possibile. La gente si sta muovendo, riceviamo diverse telefonate, soprattutto dal nord Italia. Abbiamo tanto lavoro da fare».

Non è la prima volta che la famiglia riprende la direzione dell’hotel dopo averlo lasciato in affitto d’azienda a terzi. Era successo anche dal 2000 al 2002, per tre stagioni. Tornando al presente, la manutenzione ha riguardato principalmente le camere, tende, condizionatori e un restyling del giardino, fiore all’occhiello della struttura. «Il giardino deve essere accogliente per il servizio colazioni, che si terranno in spazi più ampi nel rispetto delle norme di sicurezza».

Per questa stagione anomala e dai contorni indefinibili, Paola ed Elena hanno optato per la formula colazione e pernottamento.

«Una brigata di cucina in questo momento non è sostenibile, sono costi importanti. Sicuramente dovremo assumere personale, una volta operativi. Avremo bisogno di figure per la colazione e ai piani per le camere. Al momento non proporremo ristorazione, anche perché rispetto agli scorsi anni il mercato è cambiato -spiega Paola- è difficile che le famiglie si fermino una due settimane con mezza pensione o addirittura con un pacchetto che prevede pranzo e cena. L’idea è il coinvolgimento di una fascia di clientela più giovane, soprattutto nel fine settimana».

Con il servizio di ristorazione fermo, la struttura attiverà delle collaborazioni con i ristoranti della zona: «Lido di Camaiore è un gioiello, un posto bellissimo. L’ unica pecca sono i parcheggi - continua Elena - nel fine settimana in particolare trovare posto è un’impresa».

Un’esigenza sentita, quella dei posti auto, da diverse categorie, anche se, d’altro canto, speriamo che tutti i parcheggi disponibili si riempiano. Sarebbe un segnale inequivocabile di ritorno alla normalità. —

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