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Coronavirus, muore imprenditore: ha esportato i suoi marmi nel mondo

Lorenzo Falconi

Viareggio: 80 anni, oggi avrebbe avuto l’appuntamento per il vaccino

VIAREGGIO. Doveva essere vaccinato oggi. Ma a quell’appuntamento Lorenzo Luigi Falconi, classe 1940, non potrà andarci. Sì, perché l’ottantenne imprenditore del marmo (avrebbe compiuto 81 anni il prossimo 13 maggio) nella tarda serata di sabato è morto di Covid nel letto dell’ospedale Versilia dove era ricoverato da giorni.

Il virus torna dunque a colpire il mondo del marmo. Lorenzo Luigi Falconi, conosciutissimo in tutta la Versilia, era un uomo gentile ed elegante, un signore d’altri tempi. Era stato educato così dalla sua famiglia: suo nonno Luigi Falconi era infatti il Podestà di Seravezza ed è noto l’aneddoto di quando, durante la Seconda guerra mondiale, fece fermare un treno dal quale fece prelevare viveri per il sostentamento dei cittadini di Seravezza stremati dalle fatiche della guerra. Grazie a quel gesto riuscì a sfamare gran parte della popolazione.


Lorenzo Falconi era un fortemarmino doc, anche se da qualche anno si era trasferito a Strettoia, paese della madre Maria Leda Marchi, nobildonna.

Sua l’azienda Falconi, attiva fin dagli anni Ottanta, ditta molto nota in Italia come all’estero per aver fatto conoscere i marmi apuo-versiliesi in tutto il mondo. Tra i tanti progetti eseguiti, ad esempio, aveva curato il museo della Mercepordes a Stoccarda, il palazzo Porsche sempre a Stoccarda e la Deutsche Bank a Francoforte. Successivamente ha curato anche lo sviluppo della piazza principale alla fine della Rambla di Barcellona.

Ma la sua vita non era solo il marmo. La sua passione più grande al di fuori del lavoro era infatti la caccia. Spesso e volentieri si recava con il suo setter nelle riserve emiliane e piemontesi. Amava la natura e per questo scelse di fare il servizio militare nel corpo degli Alpini. E ancora. Negli anni Settanta contribuì alla creazione del «Carnevale Forte bambino».

Nonno sempre presente, soprattutto per il nipote più grande Lorenzo, lo ha sempre accompagnato prima in piscina e poi sui campi da tennis.

Uomo fortissimo e tutto d’un pezzo: è arrivato all’ospedale Versilia in ambulanza ma è sceso a piedi e con le sue gambe ha raggiunto il pronto soccorso. Ha lottato fino all’ultimo in ospedale, non hai mollato finché il Covid non ha preso il sopravvento. Aveva chiesto il vaccino fin dal primo istante, ma nei primi periodi di somministrazione non aveva ancora l’età per ricevere la dose dal medico di famiglia ed era troppo vecchio per iscriversi alle prenotazioni online. Il via libera alla vaccinazione è arrivato troppo tardi. E quell’appuntamento fissato per oggi ha il sapore amaro di una beffa. Ma è anche il segno che molto non è andato nella campagna vaccinale.

Lorenzo Falconi lascia la moglie Adelheid, i figli Alessandro ed Elena e i nipoti Margherita, Pietro e Lorenzo, la nuora Eleonora Prayer, insegnante del liceo scientifico Barsanti e Matteucci di Viareggio, e il genero Antonio Fionda.

Da questa mattina la salma sarà esposta alla casa funeraria la Piramide, di fianco al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, dove domani pomeriggio alle 18 don Roberto Buratti terrà un incontro di preghiera e dopo la benedizione la salma procederà per la cremazione. —

C.B.

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