Il medico va in pensione ma prima vaccina tutti i suoi over 80

Il dottor Franco Bertuccelli

Il distretto del Terminetto riservato al dottor Franco Bertuccelli che lascia dopo trent’anni di professione

VIAREGGIO. Il vaccine day del dottor Franco Bertuccelli. Prima di andare in pensione il medico ha voluto somministrare una dose di vaccino anti Covid-19 ai suoi pazienti ultraottantenni. Per cercare di rispettare la scadenza del 25 aprile, concordata tra i medici di famiglia e l’Asl Toscana Nord Ovest per gli over 80, il dottore ha dedicato la domenica alla campagna vaccinale, “convocando” al Terminetto circa 120 anziani. Una giornata impegnativa ma anche soddisfacente. «Il 23 aprile sarà il mio ultimo giorno di lavoro – spiega il dottore – tra i miei pazienti ce ne sono 240 che hanno più di 80 anni, escludendo da questo conto chi è ricoverato in una Rsa e chi ha rifiutato il vaccino». Per una serie di ragioni e soprattutto per la mancanza del farmaco il dottore aveva potuto vaccinare 82 pazienti di questa fascia di età. Il tempo stringeva. «All’inizio sembrava che non potessi fare la prima dose agli over 80 in quanto poi la seconda la riceveranno da un altro medico di famiglia. Chiarito questo aspetto, ho chiesto la collaborazione dell’Asl e abbiamo organizzato una domenica dedicata alle vaccinazioni. Sono soddisfatto di come sono andate le cose, l’ho fatto per amore dei miei pazienti. Mi ha fatto piacere incontrarli e vedere i loro sorrisi, sentire i loro ringraziamenti. Ormai ho vaccinato la quasi totalità degli over 80 a me assegnati». I pazienti si sono sentiti considerati in un periodo in cui non sempre hanno le idee chiare su cosa possono fare per immunizzarsi. Bertuccelli il 24 aprile compie 70 anni: a Viareggio lo conoscono in tanti. Per dieci anni, fino al 1996, ha lavorato per il 118, alla Croce Verde. «Sono stato uno degli antesignani di questo servizio – racconta – sono stato in servizio anche per 48 ore di seguito, ma erano altri tempi. Prima di diventare medico di famiglia massimalista si è occupato anche di medicina del lavoro. Con i vaccini per combattere il coronavirus non è finita qui. «Domenica prossima andrò a dare una mano a mia moglie, la dottoressa Antonella Serafini, anche lei medico di famiglia con molti pazienti ultraottantenni. Saremo al lavoro nel suo ambulatorio invece che al distretto».

Il Covid, su questo Bertuccelli non ha dubbio, ha aumentato gli impegni dei medici di famiglia. «L’aspetto più difficile in questo periodo è nel fare capire che non c’è solo il Covid, ci sono anche altre patologie e una valanga di richieste burocratiche».


Le vaccinazioni dei “nonni” sono partite a rilento in tutta la Versilia. «All’inizio non ho potuto vaccinare per un motivo semplice: le dosi non arrivavano. Appena ho avuto a disposizione un buon numero di vaccini mi sono organizzato, come si può vedere. Voglio ringraziare l’Asl e il distretto per il personale che hanno messo a disposizione per la domenica di vaccinazioni». Bertuccelli ha potuto contare sul supporto di un altro dottore per la somministrazione del Pfizer, del personale infermieristico e dei volontari che si sono occupati della parte relativa all’accoglienza dei cittadini e alla scheda di anamnesi, raccogliendo le notizie che riguardano i vari pazienti. «Fare il medico di famiglia richiede un grande lavoro al tempo del Covid. Devo dire che l’Usca sta andando bene, ma i malati di Covid sono ancora tanti, molti restano a casa e vanno seguiti. Per non parlare del lavoro di segreteria che ci viene richiesto, negli ultimi mesi tra tamponi e vaccini siamo diventati anche telefonisti. Comunque è una professione chi mi ha dato tanto. Anche per questo ho voluto assicurare alle persone che sono più a rischio la prima dose di vaccino». Ieri al distretto sono state somministrate anche 50 dosi di Moderna agli ultra fragili. —

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