Il Covid si porta via altre quattro persone, la Versilia ha superato quota 300 vittime

Umberto Babboni e Emilia Bicicchi e l’ospedale Versilia

Tra loro un ex operaio di una segheria di marmo e la cognata del patron dell’Ipersoap. In ospedale salgono a 116 i ricoverati

VIAREGGIO. La Versilia dice addio ad altre quattro persone scomparse dopo essere state contagiate dal Covid. Superata la tragica quota di 300 vittime da inizio pandemia.

Le persone che non ce l’hanno fatta sono Umberto Babboni, 83 anni, di Strettoia; Emilia Bicicchi, 87, di Querceta; Zelindo Mussi, 78, anche lui di Querceta; Pio Tosi, 78, di Torre del Lago. I nuovi casi positivi sul territorio sono 28, con 116 ricoverati in ospedale di cui undici in Terapia intensiva.


Aveva un gran cuore e una risata che evocava complicità e senso dell’amicizia Umberto Babboni, scomparso nella giornata di ieri, all’età di 83 anni. Da qualche giorno era ricoverato all’ospedale Versilia sempre a causa di quel virus che sta devastando il quotidiano di tante, troppe famiglie e che, dopo momenti di sofferenza alternati a istanti di speranza, lo ha strappato dall’affetto della moglie Paola, della figlia Cristina, dei suoi nipoti e di tutta la comunità di Strettoia. E proprio di Strettoia Umbè – come tutti lo chiamavano – è sempre stato, anche se originario di Azzano, anima di riferimento: per le feste legate al vino, per le iniziative delle borgate, per gli appuntamenti dedicati al teatro dialettale. Un istrionico, sempre il primo a salutarti, con quel suo fare finto burbero che era in realtà l’approccio di premessa ad una pacca sulla spalla, al complimento, alla convivialità paesana bella e spontanea che nel divenire del tempo si è, purtroppo, smarrita anche nella frazione. Non in Umberto Babboni, in età più giovane operaio in una segheria del marmo e sempre con l’entusiasmo e gli affetti rivolti alla famiglia e poi alla sua Strettoia. Con una straordinaria passione di andare per funghi: scampagnate fra risate, battute e voglia di vivere in modo semplice e sincero, come dovrebbe essere la vita. Il ricordo che ne fa il presidente del Comitato di Strettoia, Diego Pelucchini, vale più di mille altre parole. «Un altro amico, un altro strettoiese ci lascia. Il Covid si è preso un’immagine, l’immagine più pura di quello che era lo strettoiese, l’uomo con gli zoccoli, sempre genuino, vivace, allegro. Lui e la sua semplicità. Il mio ricordo più vivido di lui – scrive Pelucchini in un post su Facebook – era il fragoroso saluto con cui ogni volta, fin da bambino, faceva riecheggiare la piazza “oh Diegooo”. E così con tutti, perché in lui si racchiudeva la giovialità. Umbè il Babboni lo voglio ricordare con la sua camicia bianca, i suoi pantaloni corti, gli zoccoli, le chiavi del fondo in una mano e nell’altra la bottiglia del vino. Umbè che la terra ti sia lieve».

Aveva contratto il Covid a metà marzo Emilia Bicicchi, chiamata affettuosamente da amici e conoscenti Emilietta. Poi a causa dell’aggravamento del suo stato di salute era stata ricoverata all’ospedale Versilia, dove però nonostante le terapie non è riuscita ad avere la meglio sul virus. Complici anche i suoi problemi di salute pregressi: da dieci anni infatti non era più in grado di essere autonoma dal punto di vista motorio. Emilia, nonostante gli 87 anni di età, è sempre stata lucida e presente fino all’ultimo, fino a che il suo cuore non ha retto più alle complicazioni causate dal coronavirus. Casalinga, era la vedova di Gian Franco Tognetti, il cavatore che morì nel 1992 in un incidente sul lavoro nella cava di Ceragiola a Corvaia, e cognata di Pietro Paolo Tognetti, titolare della catena di negozi Ipersoap che ha sede con in via delle Ciocche a Seravezza.

«Emilia era una donna solare – ricorda la figlia Cristina – sempre gentile con tutti. Una donna di casa con quattro figli». Appunto Cristina, Alberto, Giovanna e Sara. Abitava a Querceta, in via Federigi. E il marito Gian Franco, proprio nella comunità di Querceta, era stato una figura importante: aveva fondato l’Unione sportiva Querceta (la squadra di calcio), e ne era stato il presidente per 25 anni. Franco aveva poi contribuito alla costruzione dello stadio Buon Riposo a Pozzi, oltre ad essere stato un socio della Croce Bianca che oggi riveste un ruolo di primo piano, con il distretto Asl, nella piana seravezzina. La messa funebre di Emilia Bicicchi si svolgerà venerdì alle 15 nella chiesa Santa Maria Lauretana di Querceta. —

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