Covid e bambini, il pediatra del Versilia: "Boom di ricoveri dopo l'isolamento"

Il primario Luigi Gagliardi e l’ingresso del Pronto soccorso pediatrico del Versilia

Tra febbraio e marzo in 15 sono finiti sotto osservazione in ospedale per anoressia, bulimia, aggressività e autolesionismo

VIAREGGIO. Ci sono ancora poche certezze dopo oltre un anno di pandemia: due riguardano i bambini. La prima certezza è rassicurante: il Covid li colpisce, ma in maniera lieve e spesso asintomatica. La seconda non lo è.

«È ormai accertato, grazie a studi specifici e a casi che vediamo noi stessi con i nostri occhi – dice Luigi Gagliardi, primario di pediatria all’ospedale Versilia e responsabile dei pediatri dell’Asl – che la scuola chiusa e l’isolamento sociale hanno già causato danni evidenti a bambini e ragazzi».


L’allarme rosso, spiega il dottor Gagliardi, lo accende un dato che «non ho mai visto in vent’anni di lavoro qui. Tra febbraio e marzo abbiamo avuto 15 bambini arrivati al Pronto soccorso pediatrico e poi ricoverati per disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia), depressione, atti di autolesionismo, ansia, aggressività e disturbi dell'umore. Alcuni sono stati anche ricoverati più volte. È il triplo dei casi di bambini ricoverati al Versilia per conseguenze dirette del Covid in un intero anno: cinque, su una popolazione di circa 15.000 bambini versiliesi. Tra l’altro nessuno in gravi condizioni, infatti non ci sono stati trasferimenti all’ospedale Meyer: nel giro di pochi giorni avevano già superato tutto».

Se il coronavirus, per fortuna, non lascia tracce fisiche del suo passaggio, i disturbi alimentari e del comportamento sembrano far emergere un malessere che scava nel profondo. «La chiusura della scuola non è stata e non è una misura a costo zero – prosegue Gagliardi – Il beneficio è incerto, perché non ci sono prove di una capacità dei più piccoli di veicolare il contagio in maniera più pericolosa rispetto ad altre età. Mentre il danno è sicuro. Intanto non possono stare con i loro amici e compagni, disagio che prosegue nell’orario extrascolastico. Inoltre la perdita di giorni di scuola riduce la frequentazione tra classi sociali diverse e favorisce una perdita di qualità dell’apprendimento, che la didattica a distanza non è in grado di compensare. Un’istruzione più elevata, lo dice lo studio della rivista americana di settore Jama, migliora persino la salute. Le conseguenze le vediamo già adesso: bambini e ragazzi che soffrono spesso di mal di testa, che diventano più aggressivi contro i familiari, che hanno paura e cominciano ad avere qualche difficoltà relazionale. Qualcuno compie anche atti di autolesionismo. C’è stato uno tsunami sui servizi di neuropsichiatria infantile e anche noi in ospedale, come vediamo sui ricoveri aumentati, ce ne facciamo carico».

Con la riapertura delle scuole, secondo Gagliardi, «è necessario recuperare il tempo perso. Rischiamo di pagarne le conseguenze ora e soprattutto in futuro». —

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