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La Pasqua più difficile per l’ospedale Versilia: «Non molliamo, voi dateci una mano»

Il direttore Giacomo Corsini

Versilia pieno di ricoverati, venti pazienti trasferiti altrove: il direttore Corsini fa il punto con un appello alla comunità 

Pasqua e Pasquetta, per l’ospedale Versilia, saranno ancora una volta in apnea. Tra oltre cento ricoverati per Covid, di cui dieci in Terapia intensiva, e la necessità di tenere duro come avviene da un anno a questa parte. «Non è un problema, saremo al lavoro com’è giusto – dice Giacomo Corsini, direttore del Versilia – La fatica c’è, ma anche grande spirito di appartenenza e nessuna voglia di mollare».

Dottor Corsini, la terza ondata Covid sta mettendo la Versilia e il suo ospedale a durissima prova. Quanto si potrà ancora resistere?


«Siamo molto sotto pressione, ma stiamo gestendo la situazione. E siamo organizzati per fronteggiare anche di peggio, augurandoci che non succeda. C’è un piano di incremento ulteriore dei posti letto, anche se per ora abbiamo preferito chiedere il supporto degli altri ospedali».

Quanti pazienti versiliesi sono stati destinati altrove?

«Una ventina, tra Lucca, Massa, Pisa e anche Livorno. È una cosa normale, i familiari stiano tranquilli: sfruttiamo il fatto di avere dei vicini che ci possono dare una mano. Non succederà mai che un paziente non trovi posto».

È possibile capire quando ci sarà un minimo di allentamento della morsa del virus?

«Oggi non è possibile prevederlo. Questa mattina (ieri, ndr), eravamo a 110 pazienti nei reparti Covid e quindi c’è un calo leggerissimo, però l’andamento dei ricoveri è a ondate. Inoltre la Terapia intensiva è quasi sempre occupata interamente».

Come si gestisce un afflusso continuo di casi Covid?

«Abbiamo una Riabilitazione Covid che ci consente, appena le condizioni cliniche lo permettono, di alleggerire la pressione sulla Terapia intensiva. Spostando i pazienti nel percorso riabilitativo. In questo modo possiamo continuare a ritenere adeguati i dodici letti dell’Intensiva. Gli altri ricoverati positivi al virus vengono gestiti dai colleghi della Medicina interna, che stanno seguendo anche casi di alta intensità, con ventilazione non invasiva (non intubati, ndr). Mentre i colleghi delle altre specialistiche si fanno carico dei No Covid, supportando in questo modo l’attività della Medicina. C’è un Pronto soccorso che sta facendo un grande lavoro di filtro, consentendo a una buona quota di pazienti contagiati di proseguire le cure a casa. Siamo riusciti, inoltre, a non ridurre molto l’attività chirurgica. Garantendo gli interventi urgenti e anche parte dell’attività chirurgica ordinaria. Grazie ai nostri professionisti e al contributo del privato. A proposito: ringrazio i nostri tecnici di laboratorio, tutta la diagnostica, i medici di radiologia, fisioterapisti e tutti quelli che magari non sono sempre ricordati».

In questi giorni l’Asl ha denunciato casi di insulti sui social al personale sanitario. Che cosa ne pensa, in un momento del genere?

«Può darsi che l’anno scorso ci fosse un clima di maggiore solidarietà nei nostri confronti. Quello che non accetto è che si dica che potevamo organizzarci meglio. Il virus non si sconfigge in ospedale, ma con la prevenzione e i vaccini».

Che cosa dice alla comunità versiliese?

«Di tenere conto della situazione e di rispettare le regole anche a Pasqua. Mascherina, igiene della mani e distanziamento. Noi teniamo duro: siatene fieri e dateci una mano». —



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