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Murzi contro gli sceriffi del Covid: «Basta con le richieste di controlli»

Bruno Murzi, sindaco di Forte dei Marmi

Il sindaco di Forte dei Marmi: «Fatte 60 multe. E questo non è uno Stato di polizia, si rispetti la libertà altrui»

FORTE DEI MARMI. Non gli piace girare troppo attorno alle parole e nemmeno stavolta ha fatto eccezione. Bruno Murzi, sindaco di Forte dei Marmi, punta dritto contro gli sceriffi del Covid. Quelli che stanno affacciati alle finestre per vedere chi c’è in strada e gridare all’untore. Oppure che si scandalizzano se in giro sentono parlare con l’accento lombardo, emiliano, quando non fiorentino. «Dimenticandosi – è la prima stilettata del sindaco – che siamo in zona rossa e anche chi brontola non dovrebbe uscire di casa».

Murzi ce l’ha con chi lo sommerge di richieste di controlli. Il suo è il Comune delle seconde case: ce n’è una su quattro. E alcuni fortemarmini vorrebbero allontanare i “forestieri”, per ridurre il rischio di circolazione del virus.


«Sembra che non facciamo nulla dalla mattina alla sera – sbotta Murzi – Mi si chiede durezza sulla salvaguardia della zona rossa, salvo mettere un sacco di paletti e parlare di libertà quando c’è da vaccinarsi. Noi ogni giorno abbiamo sul territorio dieci agenti di polizia municipale in servizio che vigilano su tutto, compreso il rispetto delle norme anti-Covid. Pattugliamo anche l’uscita dell’autostrada che dà su via Vico. Da quando siamo entrati in zona rossa, a Forte la nostra polizia municipale ha fatto quasi 700 controlli e circa 60 multe per mancato rispetto delle regole contro la diffusione del contagio. In più sono state sequestrate tre auto. Una volta che abbiamo fatto le multe, però, per noi è finita lì. Non si possono certo fare i fogli di via. Sull’operato di polizia, carabinieri e guardia di finanza il sindaco non ha alcuna influenza: le forze dell’ordine rispondono, giustamente, alle rispettive autorità».

Eppure qualche cittadino gli tira la giacchetta, segnalando qua e là. «Come se a Forte ci fossero una valanga di comportamenti scorretti e di persone che non rispettano le regole – prosegue Murzi – Non è così. Nel nostro Comune, non per merito del sindaco, la situazione dei casi positivi non è esplosa per una serie di fattori, tra cui il rispetto delle normative anti-contagio che stanno dimostrando i cittadini. Tutti, fortemarmini e non». E comunque, chiarisce Murzi, «questo non è uno Stato di polizia. C’è la libertà. Non si può entrare nelle case e cacciare la gente perché non è residente a Forte. Ricordo a tutti che i toscani, come da ordinanza del presidente Eugenio Giani, sono liberissimi di venire in un’abitazione di loro proprietà. Ma tutti possono tornare in casa loro, per esigenze di necessità, lavoro e salute. E poi se un milanese sta chiuso nella sua villa non è un pericolo per nessuno».

A questo proposito Murzi, che è medico cardiochirurgo e non ha mai sottovalutato i rischi del Covid, ricorda che «chi sta in giro con la mascherina e non fa assembramenti, stando isolato o al massimo con un’altra persona che magari è pure convivente, non è un pericolo. Chi sta da solo su una panchina senza mascherina non è un pericolo. Io chiedo rigidità contro chi fa assembramenti e chi pensa di organizzare picnic in spiaggia: per il resto cerchiamo di darci una calmata e speriamo che tutto questo passi presto». —

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