Boom di vendite online di salami e l'azienda decide: «Basta cassa integrazione»

Storico salumificio richiama i dipendenti a lavorare in sede. Il fatturato dalle prenotazioni in rete è cresciuto quattro volte nel 2020

Camaiore. Il cibo viene considerato un grande ristoro per l’anima, ancora di più in questi momenti difficili. E se le palestre sono ancora chiuse, poco male. Soprattutto se alla parola “cibo” ci accompagnamo “camaiorese” e “di qualità”. La pandemia ha in qualche modo aiutato un’azienda di casa nostra che ha incrementato proprio nel 2020 il proprio fatturato dagli ordini online. Si tratta dal famoso salumificio della famiglia Triglia di Gombitelli che ha addirittura quadruplicato le proprie entrate dagli ordini di internet, a fronte di una fortissima contrazione da parte delle commesse in loco e quelle legate ai ristoranti, anche in esportazioni in paesi come Francia e Germania. Ma tanto è bastato ai titolari del salumificio artigianale delle colline camaiorese per richiamare dalla cassa integrazione quei quattro dei dodici dipendenti totali che erano rimasti a casa nel momento peggiore della pandemia. Tanto per parlare di numeri: le vendite, solo sulla parte online, sono passate da 110mila euro del 2019, ovvero precovid, a 430mila euro dell’anno scorso.

«All'inizio del 2020, attorno a marzo, sembrava la fine di tutto. Abbiamo perso il grosso dei nostri clienti - racconta uno dei titolari, Mauro Triglia - che erano soprattutto hotel, ristoranti, negozi. E abbiamo dovuto mandare a casa, in cassa integrazione, diverse persone». Per esempio sono state azzerate le spedizioni per una catena di ristoranti italiani che si trovano a Parigi.


Il salumificio ha una lunga storia legata alla famiglia Triglia: l'origine della macellazione e produzione degli insaccati, assieme ai formaggi, parte nel 1800. Dieci anni fa prendono in mano l'azienda Mauro, 38 anni di Massarosa e sua cugina Tatiana Triglia. E nel 2015 aprono il sito internet.

«Per cercare di contrastare gli effetti della crisi - spiega il titolare del salumificio - abbiamo deciso di puntare direttamente sulla vendita al cliente. Abbiamo contattato una società specializzata, la Roimax web di Paolo Salvetti e Alberto Macaluso. Abbiamo rifatto la grafica ma soprattutto abbiamo investito in pubblicità, marketing e influencer».

I risultati sono stati quasi immediati: «Nel 2019 - racconta Mauro - abbiamo effettuato vendite online per 110 mila euro. Lo scorso anno, nonostante la pandemia, abbiamo chiuso a 430mila euro, con un netto aumento degli utili. E sotto Natale, attorno al 15 dicembre, abbiamo dovuto sospendere le vendite: siamo un'attività artigianale e avevamo finito tutti i prodotti, mai successo». Dall’azienda non hanno dubbi: il Natale è stato doppio.

Questa esplosione di richiesta ha fatto ripartire la macchina del lavoro e tutti i dipendenti mandati in cassa integrazione a marzo, sono stati richiamati ad aprile: «Durante l'anno abbiamo perso due addetti, uno andato in pensione, un altro perché ha trovato un altro impiego. Li abbiamo reintegrati entrambi: al momento siamo 12 persone».

Anche questo inizio 2021 segue lo stesso trend: «Rispetto ai primi tre mesi del 2020 - dice Mauro - abbiamo avuto un incremento del 150 per cento per quanto riguarda l’online. Continueremo a investire su Seo per potenziare le vendite dirette. L'obiettivo è di arrivare anche a fasce più giovani di consumatori». —

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