Marito e moglie uccisi dal virus a 24 ore di distanza

Scompare all’età di 91 anni Giorgio Valerio Santambrogio. Aveva fondato il famoso mobilificio di via Pardi al quartiere Migliarina a Viareggio

VIAREGGIO. Ci sono amori che sono forti tanto da durare una vita intera. Questo amore era tanto forte che è rimasto unito anche nel momento finale, anche contro il covid. La vita di Andreina e Giorgio è passata con alti e bassi, con le gioie e con i dolori di ogni giorno e quella vita trascorsa insieme, è stata irreparabilmente interrotta dalla pandemia.

Se ne sono andati a distanza di pochissime ore uno dall’altra Adua Andreina Raffo, 85 anni, che è deceduta a causa dell’infezione da covid nel fine settimana, e Giorgio Valerio Santambrogio, che invece ne aveva 91. Anche lui morto per l’infezione nella giornata di ieri. Giorgio Valerio avrebbe festeggiato tra pochi giorni il suo compleanno.


L’uomo, che era stato infettato circa una settimana fa, nei giorni scorsi era stato ricoverato all’ospedale Versilia, perché le sue condizioni non permettevano che facesse la degenza a casa. Assistito da medici e infermieri nel reparto covid della struttura sanitaria di Lido di Camaiore, le sue condizioni si sono aggravate d giorno in giorno al punto da non lasciargli scampo nella giornata di ieri.

Santambrogio era un uomo molto conosciuto in città, era un imprenditore vecchio stampo con tanti interessi e molta passione. È a lui che si deve la nascita dell’omonimo mobilificio di via Pardi, ben presto divenuto un riferimento del settore a Viareggio. La sua era una ditta familiare di grande successo che ha cessato l’attività nel 2012, quando Giorgio Valerio aveva ormai Santambrogio aveva 83 anni. Il germoglio della carriera imprenditoriale di Santambrogio è da ricercare quando in giovane età ha iniziato a lavorare come falegname, poi è passato al ruolo di lucidatore. Solo dopo alcuni anni di gavetta ha deciso di aprire un negozio di mobili per neonati.

Solo, successivamente, l’attività avrebbe caratterizzato buona parte del suo vissuto professionale. Santambrogio, pur avendo segnato la storia dell’imprenditoria viareggina, era originario di Monza. Classe 1929. Si era trasferito a Viareggio dove, oltre al lavoro, aveva portato avanti le sue diffuse passioni, tra cui la montagna (era infatti socio del Cai, Club Alpino Italiano).

E poi la politica militante, era uno di quegli attivisti politici che una volta giravano le strade distribuendo il giornale L’Unità. Santambrogio era anche un uomo molto attivo nel sociale: aveva avuto una stretta collaborazione con l’associazione di volontariato della Croce Verde a Viareggio.

A piangere la tragica fine della coppia, uccisa dal coronavirus, ci sono la figlia Gabriella, il genero Fabrizio, i nipoti Alessio e Andrea. Non sono previste cerimonie funebri in ricordo di Santambrogio. —

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