Vaccini agli anziani in Versilia, da martedì si accelera: al lavoro anche il sabato prima di Pasqua

I medici di famiglia assicurano il tour de force: «Ma la Regione deve inviarci il numero sufficiente di dosi per tutti»

Viareggio. Salvo nuovi e a questo punto non augurabili intoppi – il clima è già abbastanza pesante – le vaccinazioni agli ultraottantenni entrano finalmente nella fase decisiva. Considerato che il lunedì, cioè domani, è il giorno di consegna delle dosi, sarà il martedì il momento della svolta annunciata. Un giorno considerato cruciale perché si cambi ritmo a una campagna finora piuttosto stentata. Che ha penalizzato gli anziani, cioè i pazienti più esposti ai rischi del Covid assieme ai cosiddetti fragili (malati cronici).

L’obiettivo è passare da una media di 12-18 dosi a settimana per ogni medico di famiglia, quindi meno di duemila in tutta la Versilia, a un numero almeno doppio, se non triplo. Richiami compresi. Come ci si riuscirà? Aumentando le sedute vaccinali durante la settimana. Compresi i festivi. E si comincia da subito: ci sono medici di base che hanno preso appuntamenti anche per il sabato prima di Pasqua. Grazie a un ulteriore accordo tra Asl e medici, inoltre, sono stati messi a disposizione nuovi spazi: gli ambulatori in zona Coop a Viareggio, la sede della Misericordia di Camaiore e il distretto sanitario di Seravezza all’ex ospedale Campana. Spazi che si aggiungono al Terminetto e agli ambulatori dei medici di famiglia che fanno i vaccini tra le proprie mura.


Tutto questo sarà possibile, ovviamente, se sarà confermato l’incremento delle dosi di vaccino Pfizer, ed eventualmente Moderna (agli anziani non viene dato l’AstraZeneca), annunciato da Regione e Asl. «È la premessa fondamentale perché si riesca a velocizzare la campagna nel modo che tutti ci auguriamo», spiega Alessandro Squillace, referente dei medici di famiglia della Versilia. L’Asl aveva più volte ribadito al Tirreno che aprile sarebbe stato il mese della svolta: aumentando le forniture, e di conseguenza le vaccinazioni, la Versilia come tutti gli altri territori potrebbe velocizzare l’uscita dall’emergenza coronavirus. In cui il territorio è ancora dentro con tutte le scarpe, come si dice: il numero dei contagi, dei ricoveri in ospedale e delle vittime fa capire che la Versilia sta passando uno dei momenti peggiori da quando è iniziata la pandemia. Senza un’adeguata copertura della popolazione oltre gli 80 anni, che è ancora la categoria più falcidiata dal Covid, sarà impossibile ridurre l’impatto devastante della terza ondata sull’ospedale e sul territorio.

Cambiare ritmo è fondamentale, perché finora gli ultraottantenni versiliesi che hanno ricevuto la prima dose di vaccino sono un quarto del totale. Considerati anche i richiami, siamo a quota 4.474: il traguardo delle 26mila vaccinazioni totali, tra prime dosi e richiami, è lontano. Ma se ogni medico di base raddoppia o triplica la marcia è chiaro che, nel giro di un mese, almeno si riuscirà a dare la prima dose a tutti e 13.500 gli aventi diritto. A quel punto ricoveri e vittime del virus, complice anche la bella stagione, si ridurranno in maniera impressionante come accaduto in altri Paesi. —

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