Viareggio entra nella rete delle città italiane contro la discriminazione

viareggio. Viareggio entra a far parte del progetto Itaca, italian cities against discrimination, volto a promuovere pratiche antidiscriminatorie e tutelare le vittime di discriminazioni etniche, razziali, di religione o di genere. Il progetto nasce dalla più ampia esperienza della “Rete italiana città del dialogo” della quale, da gennaio 2019, Icei è coordinatore tecnico. Il bando, emesso a novembre scorso, si è chiuso nelle scorse settimane e Viareggio è una delle sette città prescelte.

«Il 21 marzo, ricorre la giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale – commenta la vicesindaca Federica Maineri –, per questo abbiamo deciso di dare notizia della partecipazione al progetto in questa data così simbolica. Per Viareggio è una grande opportunità di scambio e di crescita: porteremo le nostre professionalità ma soprattutto avremo la possibilità di formare i nostri operatori all’interno di esperienze internazionali». Le attività previste dal progetto, che vede come capofila i Comuni di Reggio Emilia e di Modena, si svolgeranno da gennaio 2021 a ottobre 2022 e possono essere raggruppate in tre macro-aree.


«Una prima area caratterizzata dal rafforzamento delle capacità e degli strumenti in possesso delle città per combattere le pratiche discriminatorie. Questa area si articola in varie attività come: mappatura delle pratiche discriminatorie presenti all’interno delle città, sessioni formative per lo staff dei comuni in materia di discriminazioni, legislazione nazionale ed internazionale e così via. A queste attività, da svolgersi all’interno del comune, si aggiungono iniziative che prevedono una cooperazione fra diverse amministrazioni comunali: scambio di buone pratiche a livello nazionale ed europeo, visita studio di una città europea per condividere esperienze al di fuori del contesto italiano e la creazione di un gruppo di lavoro all’interno della Rete delle città del dialogo con l’obiettivo di creare strumenti operativi per combattere la discriminazione. Chiude questa prima area la sperimentazione degli strumenti operativi all’interno di due città-pilota. La seconda area si concentra sul rafforzamento della cooperazione fra pubblico e privato. Per ottenere ciò si organizzeranno vari workshop formativi, uno per ogni città, su discriminazione e advocacy rivolti alle organizzazione della società civile. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA