Fondazione Banca del Monte: il viareggino Palestini alla guida

Già vicepresidente si avvia a succedere all’attuale presidente, Oriano Landucci. Darsenotto, sangue trabaccolaro, di Viareggio è stato giovane sindaco

VIAREGGIO. La notizia è di quelle che si prestano a fare tanto parlare, tra un “campanile” e l’altro, di qua e di là dal monte, come si dice. Perché un viareggino, l’ex sindaco Andrea Palestini, 60 anni, è stato indicato come successore di Oriano Landucci, arrivato allo scadere del secondo mandato da presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca(Gruppo Carige). Palestini, che della Fondazione è l’attuale vice presidente, ha davanti a sè un mese impegnativo – prima dell’incoronazione ufficiale – nel corso del quale dovrà accompagnare il termine del mandato dell’attuale presidente, con il quale ha sempre lavorato di concerto.

Di estrazione socialista fin dai tempi del liceo classico “Carducci” a Viareggio, laureato in Economia e commercio con master in Gestione dell’economia e manager pubblico, commercialista e revisore dei conti, Palestini è stato candidato a sindaco del Pd contro il centro destra nel 2008, consigliere comunale, presidente del consiglio provinciale di Lucca fino al 2015.


Darsenotto da sempre, nelle vene di Palestini scorre il sangue Trabaccolaro di generazioni di pescatori come era suo padre.

Non sarà un compito facile, quello che Palestini si appresta a ricoprire: un anno di pandemia da Coronavirus ha messo in ginocchio il mondo della cultura tutto, dall’arte ai teatri, al cinema, agli eventi di qualsiasi tipo, ma ha anche accresciuto la necessità di interventi in un settore sociale pubblico che non cela fa a reggere il colpo.

Da una parte, dunque, la maggiore richiesta di contributi e dall’altra – invece – l’esigenza di far quadrare i conti in un ambito economico che vede sicuramente girare meno denaro.

Palestini, da ex amministratore pubblico, non avrà difficoltà a calibrare gli interventi anche sullo sfondo di quel gioco ruvido dei campanili che fa della nomina che verrà un “unicum” nei rapporti non sempre facili e distesi (lo dimostra il caso, recente, dello scontro sulla candidatura a capitale della cultura) tra capoluogo stretto nelle sue Mura e la Viareggio dall’orizzonte infinito del mare.

Palestini, che è da sempre un grande appassionato di lirica e delle opere di Giacomo Puccini, però lo sa bene: non c’è tramonto dopo il quale non vi sia l’alba giusta per riportare la meritata vittoria. —

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