Affitti, con la pandemia aumentano le richieste di aiuto

Il consigliere Gabriele Tomei: «I privati a Viareggio non ci sentono»

VIAREGGIO. Da 197 domande di contributo affitto (fondi regionali) nel 2019 a 456 nel 2020, primo anno della pandemia che ha messo in ginocchio tantissimi famiglie. Sul totale, solo 171 richiedenti hanno ricevuto il contributo «in base alle indicazioni della Regione», ha sottolineato l’assessore al sociale, Federica Maineri, ieri mattina nella riunione della commissione “Sociale” del consiglio comunale. La pandemia – racconta la funzionaria dell’Ufficio casa, Maria Poletti – «ha portato da noi persone che qui non si erano mai viste. Ci siamo interrogati su come fanno a vivere e perché non hanno mai avuto un rapporto con i nostri uffici».

Un’esigenza di alloggi messa in evidenza dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Dondolini: «Mi sono venuti a cercare persone che hanno perso il lavoro, hanno avuto problemi di salute e hanno perso affitti da 600 euro. Mi chiedono se posso trovare monolocali o bilocali da 200/300 euro al mese. Abbiamo tante case chiuse, sfitti, per tanti motivi. Se il Comune trovasse una forma per garantire comunque il proprietario della casa che chi va ad abitare comunque le garanzie ce l’ha, mi pare – se è possibile – l’unica strada».


Un quadro noto, che porta Gabriele Tomei, ex assessore al sociale della prima amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro e oggi consigliere comunale (Lista Progetto per Viareggio) e presidente della commissione “Sociale” del consiglio comunale, a usare parole forti: «Il tema è il mercato privato, con le case chiuse, le case che non vengono messe a disposizione, oppure vengono messe ma a prezzo alto. Riuscire a capire come è cambiato il mercato privato in questi anni, soprattutto dal punto di vista della concentrazione immobiliare, sia un elemento importante. Ho l’impressione che Viareggio abbia assistito a una concentrazione importante della proprietà immobiliare, da cui derivano degli atteggiamenti e comportamenti economici che vanno contro la necessità della popolazione. Ovvero, la resistenza ad abbassare i canoni, l’indisponibiltà a mettere sul mercato gli immobili a prezzi calmierati. Da questo punto di visto potrebbero intervenire degli incentivi di tipo fiscale che vangano incontro a quei proprietari che si mettono a disposizione, liberando immobili, offrendoli a canone concordato». Un tema che, inevitabilmente, tocca i conti del Comune e che ha necessità – lo ha sottolineato lo stesso Tomei – di essere trattato in maniera più ampia in seno alla compagine di Giunta.

Un’operazione verità, quella cui si è assistito ieri nel corso della commissione, dove – per una volta – si è vista la città vera. Quella nella quale, per esempio, decine e decine di attività commerciali chiuse per la pandemia o comunque in difficoltà, a mesi non stanno più pagando gli affitti. Che accadrà quando gli sfratti non saranno più bloccati? —

Donatella Francesconi

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