Sos di 15mila malati di diabete per i vaccini

È una delle categorie più a rischio in caso di infezione da Covid. L’associazione che li rappresenta: «Fate presto»

VIAREGGIO. Sono una delle categorie più a rischio in caso di infezione da Covid. Basti pensare che rappresentano un terzo dei pazienti finiti in Terapia intensiva. Ora contagi e ricoveri tornano a salire e i malati di diabete, in Versilia circa 15mila, sono in ansia per i tempi lunghi nelle vaccinazioni.

«Stando così le cose – sospira Silvia Barbieri, insegnante seravezzina di scuola elementare e presidentessa dell’Associazione diabete Versilia – il nostro turno potrebbe arrivare al massimo in estate, forse anche a settembre». L’associazione in questi giorni sta ricevendo molte telefonate. «Siamo tutti molto preoccupati – prosegue Barbieri – C’è consapevolezza del fatto che le dosi disponibili non sono molte e che, al momento, la priorità è per gli ultraottantenni. Ma è logico che le ultime notizie sulla curva della pandemia ci sgomentano e ci spingono a chiedere che si faccia il prima possibile».


Il coronavirus è stato ed è un nemico terribile per chi soffre di diabete, soprattutto per chi è malato in forma più grave. In un’intervista recente al TirrenoGraziano Di Cianni, direttore della diabetologia dell’Asl, ha parlato di «fattori di rischio due volte maggiori rispetto a una persona che non è diabetica. A tutti i miei pazienti dico che devono fare assolutamente in modo di non essere contagiati e che devono vaccinarsi prima possibile contro il virus». Una condizione simile a quella di altri malati cronici come i cardiopatici e le persone che hanno avuto un tumore. Anche se, è bene specificarlo, non tutti possono sottoporsi al vaccino: per esempio, chi sta facendo la chemioterapia è escluso.

«Sappiamo bene dei problemi che il contagio può creare – dice Silvia Barbieri – Non si parla del rischio di prendere la malattia, che è lo stesso, quanto delle complicazioni.

E questo vale sia per chi ha il diabete giovanile, il tipo 1, che per il tipo 2, le persone anziane. In particolare chi fa la terapia con l’insulina e chi ha già complicanze di tipo cardiovascolare. Nel nostro caso non è possibile utilizzare il vaccino Astra Zeneca: io, in quanto insegnante, avrei potuto farlo come categoria, ma non è il vaccino indicato per la patologia. Le dose deve essere di Pfizer o Moderna, che garantiscono un’efficacia maggiore. L’Associazione medici diabetologici – conclude Barbieri – ha fatto presente la questione al ministero della Salute: ci auguriamo che nel giro di qualche settimana le dosi possano aumentare e si indichi una tempistica più immediata rispetto alla previsione attuale». —

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