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Comunità alloggio, parla Caruso: «Lasciamo con molta amarezza»

La cooperativa viareggina che gestiva la struttura dal 1991 ha perso la gara per poco più di 100mila euro

VIAREGGIO. Poco più di 100mila euro di differenza tra una offerta economica e l’altra:è su questo filo che si è giocata la gara per la gestione della Casa di accoglienza per minori di via della Gronda. Esce la cooperativa sociale “Crea”, di Viareggio, ed entra la analoga cooperativa “Odissea” con sede a Capannori, una delle imprese che fanno parte del Consorzio fiorentino “Co&So”. «Con dispiacere e molta amarezza siamo costretti a lasciare la Comunità alloggio che abbiamo fondato», sono le parole della presidente Vera Caruso. Che aggiunge: «La cooperativa Crea continuerà a progettare e gestire servizi per minori, per disabili e per le persone non autosufficienti, auspicando un tempo di cambiamento, un tempo nuovo, in cui i servizi alle persone fragili non vengano venduti al mercato al prezzo più basso».

Parole dure, ancora più pesanti perché Caruso non è solita esprimersi così pur nell’impegno caparbio con il quale si dedica alla Crea nata da un pezzo di storia viareggina indimenticabile, quella della generazione dei preti-operai.


«L’apertura della struttura di via della Gronda a Viareggio, nel 1991, ha coinciso con l’inizio della storia delle comunità per minori in Italia», sottolinea Caruso. Che ne ricorda la storia con queste parole: «Gestita dalla cooperativa Crea sin dal suo nascere, in rapporto di convenzione con il Comune di Viareggio, tra il 2014 e il 2015 il dissesto finanziario del Comune e i susseguenti commissariamenti, hanno portato ad un passo dalla chiusura del servizio. Grazie a una mobilitazione di tutta la città, si riuscì a salvare la Comunità e il Comune optò per un bando di gestione in concessione. Con il quale i costi a carico del Comune venivano ad essere molto contenuti. Poi, a luglio del 2020 in piena pandemia, la Provincia per conto del Comune di Viareggio bandisce una nuova gara non più in concessione. Nel capitolato di gara si specifica che il prezzo non è il solo criterio di aggiudicazione. In realtà succede che la formula per l’assegnazione del punteggio all’offerta economica, è tale da ribaltare il risultato ottenuto dalla migliore qualità del progetto presentato da Crea. Di fatto accade che viene aggiudicato un servizio per minori al progetto peggiore».

Considerando che si tratta di minori a partire dai sei anni in gravi difficoltà, inviati alla Comunità alloggio dai Tribunali per i minori, le parole di Caruso lasciano dubbi sul come si è proceduto per l’affidamento della gestione. —

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