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America’s Cup, aspettando la finale: il ricordo di chi l’ha vissuta 21 anni fa

Daniele Bresciano

Daniele Bresciano, grinder: «Il mio in bocca al lupo al team in gara per riuscire là dove noi non arrivammo»

VIAREGGIO. Luna Rossa batte per 7-1 l'equipaggio inglese di Ineos e, dopo 21 anni, conquista l'accesso alla finale di quella che è considerata la regata più importante e prestigiosa del mondo: l'America's Cup. Dal 6 al 15 di marzo, infatti, l'equipaggio guidato da Max Sirena, sfiderà i defender di Team New Zeland, nella speranza di portare a casa il trofeo più antico e difficile dello sport internazionale. L'eco di gioia, emozione e soddisfazione arriva, come un’onda lunga, anche nella nostra città dove, appunto 21 anni fa, un viareggino prese parte a quella mitica competizione. Stiamo parlando di Daniele Bresciano, grinder di quell'equipaggio. Velista espertissimo con una carriera strepitosa e che ha partecipato ben due volte alla finale di questa competizione. Da allora è certamente cambiato il mondo ed anche la vela, le barche di oggi, volanti, hanno davvero poco a che fare con l'imbarcazione dove Bresciano ha regatato (che aveva come timoniere Francesco De Angelis e tattico Torben Grael), ma quello che è non cambiato e non cambierà mai è l'emozione di andarsi a giocare un trofeo così importante. «Non mi sono perso nulla di questa entusiasmante sfida – ci confessa Bresciano – molti ragazzi che fanno parte di questo equipaggio sono stati anche miei compagni e quindi la gioia è ancora maggiore. Adesso andiamo a giocarcela con la consapevolezza che sarà durissima».

Esattamente ventun’anni fa lei stava provando le stesso emozioni che Max Sirena skipper di oggi sta vivendo con il suo equipaggio. Ma come ci si sente davvero?


«Ci si sente grandi nel vincere l'accesso alla finale, ma al tempo stesso si è consapevoli che ancora non si è fatto nulla, che quello che davvero conta è vincere quell'ultima regata e portare a casa la brocca d'argento, per entrare nella storia».

In oltre venti anni è tutto cambiato anche nella vela. Le piacciono queste imbarcazioni volanti?

«Non solo la vela è cambiata, ma è il mondo intero ad averlo fatto. Si viaggia a velocità prima inimmaginabili, basti pensare ad Internet, ai telefonini ed è così anche nella vela. Ogni tempo ha le sue innovazioni e di certo posso dire che mi piacerebbe molto provare a regatare su uno di questo bolidi, lo ammetto».

Ma torniamo all'accesso in finale dopo 21 anni ( la terza volta nella storia della vela italiana): lei che ne ha affrontate ben due, ci dica cosa succede adesso?

«Ci si rimette subito a lavorare perché per vincere la “brocca” non c'è neppure un minuto da perdere e il tempo è l’unica cosa che non si può comprare. Quindi i ragazzi di oggi, come fu per noi, festeggeranno come è giusto che sia la vittoria della Prada Cup, ma la mattina seguente subito di buon ora di nuovo tutti al lavoro, perché – ripeto – mai come in nessun altra competizione al mondo quello che conta è vincere. Voglio fare il mio più grande in bocca al lupo a tutto il team augurando che possano strappare la brocca ai neozelandesi e fare così quello che noi non siamo riusciti a compiere anche se eravamo anche noi, possiamo dirlo, un equipaggio fortissimo».