Stadio dei Pini, Vannucchi: «Concerti e niente pista d’atletica»

L'impianto non può contare solo sullo sport: «I costi sono alti, non è una passeggiata» 

VIAREGGIO. Uno stadio per il calcio ma anche per ospitare concerti. Beppe Vannucchi non ha dubbi: dal restyling dello stadio dei Pini dovrà uscire fuori una struttura moderna.

«Il concetto di stadio è profondamente cambiato rispetto all’inizio degli anni sessanta quando i Pini erano considerati un gioiello. Lo sport in generale e nello specifico il calcio prima del nuovo secolo viaggiava in un mondo completamente diverso da quello attuale segnato decisamente dall’avvento delle televisioni a pagamento».


Per l’ex dirigente dell’Esperia e del Viareggio 2014, che è stato anche presidente del consiglio comunale all’epoca del sindaco Leonardo Betti, lo stadio deve essere pensato per il calcio, senza pista di atletica.

«Gli stadi moderni sono concepiti senza la pista di atletica e con strutture modulari che possono aumentare la capienza e che oltre agli eventi calcistici con i dovuti accorgimenti possono anche essere utilizzati per i concerti. A mio avviso un impianto per l’atletica per la Versilia esiste già ed è quello di Marina di Pietrasanta che può essere fruito da parte di tutti i ragazzi della nostra zona che praticano le discipline dell’atletica leggera visto che le distanze sono veramente esigue».

Vannucchi è uno che misura le parole ma sicuramente vedere lo stadio della sua città in uno stato di totale degrado non lo lascia indifferente. «Ho passato dieci anni della mia vita in quell’impianto tutti i giorni con Stefano Dinelli, Mirko Lippi, Massimo Moscardini, Pasquale, l’Orlandi e tutti gli altri collaboratori del Viareggio e vederlo ridotto in quello stato è veramente doloroso».

Ma se all’amministrazione Del Ghingaro è rimasto in mano il cerino dell’ultimo arrivato è evidente che il degrado dell’impianto dedicato ad uno dei padri fondatori non solo del Cgc Viareggio ma dello sport viareggino parte da lontano. «Sono molti anni che lo stadio veniva tenuto aperto a fatica. E rispettare le prescrizioni diventava ogni volta sempre più difficile. Quando ai tempi del Viareggio 2014 pulimmo la gradinata con l’ausilio dell’idro pulitrice ricordo che si vedevano chiaramente che l’acqua filtrava da tutte le parti. Mi dispiace che da questa situazione sono stati penalizzati il Viareggio Calcio ed il Centro Giovani Calciatori che ha dovuto portare lontano dalla città il torneo. Decisamente non è una bella immagine».

Una volta riaperto lo stadio ci sarà un altro nodo importante da sciogliere. A chi dovrà essere affidata la gestione? «Io credo che l’amministrazione comunale lo affiderà con una convenzione a chi dimostrerà di avere i titoli. Potrebbe essere il Cgc o il Viareggio Calcio. Di sicuro posso dire per esperienza che gestire un impianto sportivo non è una passeggiata perché i costi sono elevati. Non ho idea se magari poi il Comune possa contribuire.

«Della mia esperienza di dirigente con l’Esperia ed il Viareggio 2014 ricordo che per la manutenzione ordinaria e per il pagamento delle utenze occorrevano diverse decine di migliaia di Euro. Insomma un impegno non indifferente perché poi anche a certi livelli, esempio la serie C, i proventi degli incassi non aiutano molto». —

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