Stadio dei Pini: ecco tutti gli interventi necessari per la riapertura

Le cifre e i lavori che servono per l'impianto di Viareggio

Poco più di un milione, esclusi i 167mila e 759,47 euro impegnati al capitolo del bilancio comunale “Manutenzione straordinaria edifici” per l’abbattimento delle gradinata scoperta, è la somma necessaria per gli interventi di manutenzione dei quali ha necessità lo stadio “Torquato Bresciani”. Il dato è fissato nero su bianco nella relazione dell’ingegnere Mauro Sassu, professore dell’università di Pisa, alla quale l’amministrazione comunale del sindaco Giorgio Del Ghingaro ha commissionato, lo scorso anno, lo “Studio di vulnerabilità sismica” delle strutture dello stadio.

La somma totale di un milione e 24mila euro è così suddivisa: 190mila euro per demolizione-ricostruzioni localizzate; 216mila euro per rinforzo dei 18 pilastri tesi lunghi 12 metri; 45mila euro per il rinforzo dei 18 pilastri compressi per tratti di lunghezza di cinque metri; 420mila euro destinati al sistema di controventi sismici, in numero di quattro per tre corpi di fabbrica; 45mila euro per le torri faro; 153mila euro da mettere in conto alla voce “Accessori e imprevisti”.

Le torri faro

Iniziando dal problema minore, lo studio a firma Sassu attesta che tutti i test tecnici e le misurazioni specifiche sulle quattro torri faro dell’impianto «hanno mostrato una sostanziale idoneità strutturale delle torri. Anche le fondazioni non danno segno di cedimenti, malfunzionamenti o altro che possa far temere condizioni di inidoneità statica o sismica».

Certo, «alcuni bulloni sono allentati, altri – con relativi dadi/rondelle – risultano ossidati. Si ritiene pertanto sufficiente procedere ad un riserraggio sistematico delle bullonerie e alla sostituzione di quelle ossidate o non più affidabili».

Accessi e servizi

Mura di recinzione, accessi, le biglietterie, servizi igienici, depositi: è tutto ciò che costituisce il perimetro esterno dell’impianto sportivo. Un’area per la quale, si legge nella relazione, «non si ravvisano pericoli strutturali o inidoneità statiche o sismiche». Ne deriva che «i lavori occorrenti rientrano nel novero delle attività non strutturali di manutenzione ordinaria-straordinaria». Ed su questo fronte di intervento, oltre che sulle delle torri faro, che il sindaco vorrebbe avere il via libera della Commissione provinciale per i pubblici spettacoli, in tempo per la Viareggio Cup 2021.

La tribuna coperta

Qui iniziano le note dolenti. Perché – evidenzia la relazione – «l’elemento più vulnerabile dell’intero stadio dei Pini, è la serie dei 18 pilastri tesi sul prospetto posteriore della tribuna coperta». Pilastri ai quali «occorre fornire un significativo incremento di capacità portante a trazione. E, nel contempo, una sufficiente “robustezza strutturale”», necessaria per «affrancare i pilastri da rischi incontrollati di crisi a causa del degrado materico o da un evento estremo». La proposta dell’ingegnere è quella di «accostare, a ciascuno dei pilastri, una serie di cavi metallici, posti in condizioni di “pretensione”». Cavi e forza tensiva che hanno una funzione precisa: «Evitare qualsivoglia fessurazione sul calcestruzzo del pilastro teso».

Ma gli stessi pilastri hanno anche necessità di risanamento attraverso «un “recupero corticale”» da mettere in atto attraverso: idrodemolizione localizzata delle parti ammalorate; trattamento anticorrosivo delle armature esistenti e, nel caso di zone corrose, loro integrazione con ulteriori barre metalliche per sovrapposizione; applicazione di primer aggrappante, rete FRP o metallica zincata sottile; ricostruzione del volume originario con betoncino fibrorinforzato espansivo.

Anche gli altrettanti pilastri interni compressi necessitano di «intervento» tramite «un incremento di capacità portante a pressoflessione». Fortunatamente «i solai di copertura e le travi-cordolo di coronamento mostrano i segni dell’invecchiamento ma non manifestano a oggi problemi strutturali».

Tra le buone notizie, quella che «i solai di copertura risultano staticamente idonei». Anche se, sottolinea la relazione, «occorre tenere presente che si sono manifestati in più punti episodi di distacco di frammenti di laterizio che richiedono una pronta opera di riqualificazione». Distacchi di laterizi che si sono già verificati in passato e ai quali l’ingegnere Sassu ritiene che si possa fare fronte mediante « l’applicazione di pannelli prefabbricati idonei all’esposizione di agenti esterni, sostenuti da un ordito metallico fissato ai travetti e travi di solaio, previa accurata rimozione di tutte le parti pericolanti o fratturate di laterizio». Insomma. non sarà una passeggiata riaprire lo stadio dei Pini – pare di capire – ma neppure una missione impossibile. —

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