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Crisi Perini Navi: ecco le condizioni del Fondo

Blue Skye chiede una supergaranzia sul capitale sociale, i diritti su marchi e brevetti, l’ipoteca su tutti i beni

Crisi Perini Navi, oggi è il giorno dell’incontro azienda-sindacati dopo l’annuncio dell’accordo tra la proprietà e il Fondo di investimento Blue Skye, prima operazione che lo stesso Fondo affronta forte dell’intesa siglata con gli americani di Arena Investors. Ieri è stata la giornata in cui sono circolate le prime indiscrezioni sull’accordo che si propone di rilanciare l’azienda della nautica che nel maggio scorso ha presentato domanda di concordato in bianco al Tribunale di Lucca. Un’intesa che prevede un bond di 30 milioni di euro garantito da Blue Skye, da restituire ad un tasso di interesse salito al 12%, garantito dal Fondo in prededuzione. Il che significa che in caso di fallimento dell’azienda, questa diventa la cifra che sarà prioritario pagare nella massa dei creditori. «Una formula», commenta Nicola Riva, responsabile della Fiom-Cgil Versilia, «che non indica troppa fiducia nel possibile evolversi dell’impresa».

Il maxi prestito prevede anche una garanzia davvero consistente, ovvero un pegno di primo grado su: intero capitale sociale; tutti i diritti di proprietà intellettuale e brevetti; marchi; ipoteca su tutti i beni mobili e immobili. La famiglia Tabacchi, proprietaria di Perini Navi attraverso la società “Fenix Srl”, contribuirebbe all’operazione di rilancio dell’azienda con una cifra di poco superiore ai due milioni nella forma dell’aumento di capitale. E con un finanziamento soci da quattro milioni e mezzo di euro per completare “Katana”, l’imbarcazione ordinata dal miliardario americano Larry Ellison, patron di Oracle Corporation, secondo azionista di Tesla, grande appassionato di barche, armatore dell'imbarcazione di America's Cup, Bmw Oracle Racing. La barca targata Perini Navi deve essere consegnata nel 2022, pena l’escussione della garanzia personale che avrebbe firmato personalmente Edoardo Tabacchi.


«I Fondi di investimento non costruiscono barche», ricorda ancora Riva: «Le barche le fa chi è capace». E i cantieri Perini Navi di Viareggio e La Spezia lo sono innegabilmente, sotto la giusta direzione.

Altre notizie sono arrivate, ieri, dal fronte Tribunale di Lucca. Dove, proprio nella giornata successiva a quella dell’annuncio dell’accordo siglato, un terzo creditore – dopo i primi due che hanno trovato soddisfazione nell’udienza fallimentare del 12 gennaio scorso – ha presentato istanza di fallimento.

Tra le ipotesi in campo è che Perini Navi tenti di chiedere -– in forza dell’intesa trovata – una nuova proroga al Tribunale, lo stesso che ha respinto analoga istanza a fine 2020.

Martedì sera, poco dopo l’annuncio ufficiale della soluzione votata nel cda Perini Navi, la proprietà dell’azienda nautica ha presentato i dettagli agli Istituti bancari tra i creditori (per un totale di 26 milioni iniziali). A ieri sera, però, ancora non circolavano notizie sul gradimento o meno degli Istituti di credito interessati. E a ieri non risultava che il Piano di ristrutturazione del debito fosse già stato depositato all’attenzione del Tribunale fallimentare di Lucca. —

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