Crisi Perini Navi, fumata ancora nera per l’accordo con Sanlorenzo

L’ingresso della sede Perini Navi in Darsena a Viareggio e la banchina dedicata

Giornata convulsa, quella di ieri, tra firme che mancano, aspetti dell’intesa da limare e qualche voce contraria

VIAREGGIO. Giornata frenetica, quella di ieri, tra i protagonisti della definizione della crisi Perini Navi, che vede fissata al 26 gennaio l’udienza fallimentare per la prestigiosa azienda della nautica a vela. Quella che – appena la sera prima – veniva data come la giornata dell’annuncio per l’accordo trovato tra la proprietà, la famiglia Tabacchi, e Massimo Perotti, patron di Sanlorenzo, si è trasformata nell’ennesima dilazione dei tempi necessari a mettere un punto fermo alla vicenda. Che preoccupa i lavoratori diretti di Perini Navi, i creditori (molti dei quali piccole aziende dell’indotto messe seriamente in pericolo dalla crisi Perini) e la città di Viareggio che rischia di perdere uno dei suoi simboli in tutto il mondo.

Ci sono pezzi di intesa ancora da limare – così le indiscrezioni che si sono susseguite per tutta la giornata di ieri – , ci sono firme che mancano, ma c’è anche una parte del management Perini che ancora è pronto a giocarsi la carta dell’ingresso in azienda del capitale disponibile dal Fondo di investimento londinese, “Blue Skye”. Forte di una proposta da 26 milioni di euro da restituire a partire dal 2024, previa garanzia immobiliare e dei marchi Perini Navi.


Una vicenda che sembra allungarsi nel tempo, dunque, dentro un quadro complessivo in cui la disponibilità di Sanlorenzo non può non essere vincolata alla necessità di non penalizzare in alcun modo l’azienda che Perotti ha portato fin alla quotazione in Borsa, fin qui senza sbagliare mai una mossa. Al punto da essere insignito – nel 2019 – del premio “Imprenditore dell’anno”.

Sulla soluzione tutta finanziaria grava, va ricordato, la contrarietà espressa da Regione Toscane e Comune di Viareggio, oltre che quella della Fiom-Cgil che segue la vicenda passo dopo passo.

Adesso la “palla” è davvero tutta nella mani della famiglia Tabacchi (la stessa che è tornata a valutare l’offerta Sanlorenzo dopo che la stessa sembrava scomparsa dall’orizzonte). Proprietà di Perini Navi che ha la possibilità di portare al Tribunale di Lucca (il giudice ha negato l’ulteriore proroga alla presentazione delle carte nel concordato in bianco richiesto a maggio scorso) un piano di ristrutturazione del debito che sia industrialmente sostenibile. Chi o cosa siano di ostacolo a questa soluzione, e per quali motivi, ancora ieri era difficile da comprendere.

Difficilmente il puzzle si completerà nel fine settimana. Ma i tempi si fanno stretti, in caso di accordo con Sanlorenzo, per la valutazione di tutti gli elementi necessari in vista dell’udienza fallimentare che si terrà tra dieci giorni.