Sos di 200 medici e infermieri: «Noi sul territorio ma senza vaccino»

Fanno visite domiciliari, nelle case di riposo e anche tamponi. Però non sono ancora protetti e chiedono chiarimenti all’Asl

VIAREGGIO. Sono rimasti fuori, al momento, dalla campagna di vaccinazione anti-Covid. E chiedono chiarimenti all’Asl. «Perché noi – dicono – siamo in prima linea come i colleghi dell’ospedale Versilia: dobbiamo essere protetti dal virus, sia per i nostri pazienti che per noi stessi».

Parliamo di circa 200 medici e infermieri impegnati nei servizi sanitari sul territorio versiliese. Professionisti della sanità pubblica che fanno visite a domicilio, vanno nelle case di riposo per monitorare gli anziani pazienti, si occupano dei tamponi. Da qualche tempo fanno anche le vaccinazioni contro il Covid, proprio quelle che per ora non li riguardano. Un paradosso di cui è vittima anche il Dipartimento di prevenzione: il fulcro della battaglia al virus fin dall’inizio della pandemia. Mentre il personale che presta servizio nelle cosiddette Usca, le unità medico-infermiere che vanno a visitare i pazienti sospetti Covid a casa, è stato regolarmente chiamato a vaccinarsi.


A protestare è il gruppo sostanzioso di medici e infermieri “territoriali”, a cui bisogna aggiungere gli impiegati, che fa parte della cosiddetta Zona distretto. Loro sono i volti della sanità pubblica, assieme ai medici di base e ai pediatri, fuori dall’ospedale: sono le persone che mandano avanti gli ambulatori nei distretti Asl disseminati in Versilia, come ad esempio l’ex Tabarracci a Viareggio. Dall’inizio dell’emergenza hanno il compito anche di fare i tamponi e di tenere sotto controllo quello che accade nelle case di riposo, colpite duramente dalla pandemia. La Zona distretto, però, ad oggi è rimasta esclusa dal calendario vaccinale: non sono possibili le prenotazioni sul portale della Regione Toscana da parte di questi dipendenti dell’Asl. Che si lamentano: «Ci sono varie categorie a cui in questo momento si sta dando il vaccino: senza offesa per nessuno, non tutti sono da considerarsi prioritari nella lotta al virus. Anche perché non tutti quelli che si stanno vaccinando sono a contatto con pazienti sospetti Covid come lo siamo noi».

Questa lamentela è stata fatta presente all’Asl. Dall’azienda sanitaria si ammette: «Il problema c’è, stiamo cercando di risolverlo: il portale della Regione dovrà essere disponibile anche per chi lavora nei servizi territoriali».La questione delle priorità su chi vaccinare non è nuova a questo tipo di discussioni. Una decina di giorni fa i medici di famiglia versiliesi, tramite Il Tirreno, avevano denunciato di essere stati sorpassati dagli studenti di medicina nel calendario vaccinale. Pochi giorni fa la soluzione della questione: la Regione ha aperto alle loro prenotazioni e sono partite regolarmente le vaccinazioni di medici di base e pediatri. Che adesso, con ogni probabilità, dovranno dare una mano a loro volta: serve un’accelerazione, altrimenti ci vorrà troppo tempo per coprire almeno le persone più deboli ed esposte alla violenza del virus. Molto dipenderà dall’arrivo dei vaccini: ma i medici e infermieri che se ne stanno occupando assicurano che «non sarà lasciato nulla d’intentato per anticipare i tempi: se non ci saranno ritardi nell’approvazione di nuovi vaccini, a febbraio potrebbero già cominciare quelli riservati alle persone con patologie croniche come cardiopatici, diabetici e oncologici». —

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