Il grido di dolore dei commercianti versiliesi tra chiusure continue e voglia di resistere

Valentina’s, che cessa l’attività dopo dieci anni

Nella sola via Battisti in pochi giorni dicono basta in quattro. La titolare di Valentina’s: «Impossibile andare avanti»

VIAREGGIO.  Dicono che ci avevano sperato. Nella fine della pandemia a marzo, nel nuovo mercato di piazza Cavour progettato dall’amministrazione comunale. Avevano sperato in qualcosa a cui aggrapparsi, in mezzo al pessimismo cosmico. «Ma a un certo punto – dice Valentina Paterni, titolare di Valentina’s in via Battisti, che chiude dopo dieci anni – abbiamo capito che non aveva più senso andare avanti. Il Natale è stato un “Natalino”, come diciamo noi, e ormai sono mesi che lottiamo con questa situazione. Basta».

Via Battisti, un tempo strada simbolo dello shopping a Viareggio assieme alla gemella via Fratti, rischia di diventare il manifesto peggiore di un commercio che sta andando a picco. Nel giro di pochi metri di passeggio si contano sette fondi sfitti: per forza, dicono da queste parti, considerato che intorno al periodo di Natale ben quattro attività hanno chiuso le saracinesche. Valentina’s è solo l’ultima in ordine di tempo a dover accogliere la clientela con il rammarico di un addio con liquidazione totale. Una chiusura che pesa. Perché dietro c’è un cognome importante nel commercio viareggino: la titolare Valentina è figlia di Giuliano Paterni, lo specialista delle calzature sotto le Logge.

«Ma da Viareggio vado via: sposto la mia attività a Pisa – dice Valentina – Lo so, è un peccato. Però, dopo dieci anni, mi sono resa conto che era l’unica decisione da prendere. Avrei voluto resistere un altro po’, magari provando ad arrivare a primavera quando tutti speriamo di vedere l’effetto benefico delle vaccinazioni anti-Covid. C’è il progetto di riqualificazione del Piazzone, anche se per ora sembra ancora lontano. Non ce l’abbiamo fatta a resistere».

In mezzo a questa desolazione c’è chi tenta di gettare ancora una volta il cuore oltre l’ostacolo. È il caso di Edelweiss, storico punto vendita di pelletteria. La cui intenzione è di mantenersi come caposaldo di via Battisti, nonostante tutto. «Siamo nel settore da 66 anni – dice Guido Bertuccelli – È chiaro che stiamo affrontando una crisi epocale, di proporzioni mai viste. Parlando con i colleghi riscontriamo cali di fatturato del 50-60 per cento: impossibile andare avanti, se i costi fissi restano gli stessi. Cioè alti». In particolare gli affitti dei fondi, che a Viareggio – stando a quanto affermano i negozianti – sono stati poco sfiorati dalla crisi. «Sono pochi i proprietari che hanno fatto qualche sconto – dice Bertuccelli – Eppure chi lo chiede ne ha diritto, ci sono state anche sentenze di tribunali in proposito. Per fortuna noi siamo in un fondo di nostra proprietà, altrimenti avremmo avuto anche noi grossi problemi a reggere costi del genere. Al di là della pandemia, i commercianti devono fare i conti con la concorrenza di Internet e con una assetto della città che, ad oggi, non è cambiato rispetto alle promesse di chi ci amministra. Il nuovo Piazzone, tanto per dirne una, è ancora su carta».

Secondo Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Versilia, «la prospettiva di dover resistere almeno fino a primavera è un miraggio per molti colleghi. Siamo arrivati al fondo del barile, in media il giro d’affari è calato del 30 per cento: per molti significa stare sotto il punto di equilibrio, non ci sono più margini per poter continuare un’attività imprenditoriale. C’è grande stanchezza e una confusione incredibile tra cambi di colore e di normative – conclude Bertolani – l’ultima novità, lo stop all’asporto per i bar, è l’ultima mazzata a un settore che non sa più come provare a guadagnarsi la pagnotta. Senza contare l’impossibilità di programmare non il domani, ma l’oggi».