Elisa, la controllora anti-covid: «Temevo il caos, ma non c’è stato»

Ha 24 anni ed è una dei tutor messi in campo alle fermate dei bus: «Hanno tutti rispettato le regole, ma c’erano pochi passeggeri»

VIAREGGIO. Su un foglio annota tutto. Quante persone salgono sull’autobus e di loro quanti studenti, l’ora, la corsa, eventuali criticità, cioè assembramenti, persone indisciplinate e via dicendo. «Stamani è stata una giornata tranquillissima. A Viareggio il massimo della capienza è stata di dodici persone, 20 a Lucca», spiega Elisa Martinez, 24 anni, sarda di origini ma residente a Lucca, dove lavora. È una dei quattordici tutor finanziati dalla Regione, ma cercati e messi in campo dalla Provincia, per presidiare le fermate più affollate in modo da dare e prendere informazioni.

«Inizialmente pensavo fosse ingestibile – racconta Elisa da piazza Mazzini, a Viareggio – e invece è andato tutto bene. Sono stati tutti responsabili, con la mascherina e le distanze». Il loro compito è quello di controllare che vengano rispettate tutte le regole: mascherine, distanziamento, capienza massima. «Se qualcuno si rifiuta dobbiamo chiamare le forze dell’ordine». Inoltre prendono informazioni che servono per il monitoraggio quotidiano. «Chiediamo i dati dell’autobus, contiamo le persone per ogni corse e guardiamo quanti studenti ci sono». I tutor – dotati di gilet colorati e tesserino di riconoscimento – si trovano sia a bordo dei mezzi sia alle fermate. Oltre a loro, sono operativi anche una trentina di volontari, appartenenti a oltre dieci associazioni: anche loro coordinati dalla Provincia, si trovano nei pressi delle scuole e svolgono funzione di sorveglianza e rilevazione delle criticità che sono poi raccolte dagli uffici dell’amministrazione provinciale.