Riabilitazione covid, l’esperienza del Versilia vola in tutto il mondo

Qui la prima raccolta dati relativa alla cura dei contagiati una volta che hanno lasciato i letti di Rianimazione 

Viareggio. Dal Versilia alla attenzione della comunità scientifica internazionale alle prese con il rebus Covid-19. È l’esperienza del reparto di Riabilitazione dell’ospedale Versilia, diretto dal dottor Federico Posteraro, al lavoro con la sua squadra di medici «costituita al centro per cento da donne», ed il personale tutto. Donne alle prese, racconta Posteraro al Tirreno, «con figli anche molto piccoli, genitori anziani e baby sitter che se ne andavano dopo avere appreso che datrici di lavoro erano nei reparti Covid». A gestire il database dei dati relativi a cosa accade ai pazienti Covid un minuto dopo essere usciti dalla terapia intensiva è la dottoressa Federica Bertolucci: «Rientrata al lavoro, alle prese con il Covid, appena suo figlio ha avuto sette mesi».

Ora il materiale raccolto ed analizzato dal reparto versiliese, che ha accolto pazienti dalle Rianimazioni di tutta la Asl Toscana Nord Ovest per un totale di 119 ricoverati da inizio pandemia, diventerà una pubblicazione su una delle più prestigiose riviste al mondo del settore riabilitazione. «Quando siamo andati a cercare letteratura scientifica sul lavoro che avevamo in corso in piena pandemia», sottolinea Posteraro, «ci siamo accorti che non ne trovavamo. Da qui l’idea di iniziare la raccolta dei dati: le condizioni cliniche durante il ricovero in Rianimazione, quelle all’arrivo da noi e alle dimissioni dopo la riabilitazione». Un’attività, quella della Riabilitazione del Versilia, che è stata fondamentale per liberare i posti letto nei reparti di Rianimazione dell’intera Asl.


«Ci occupiamo del dopo molto vicino al durante», sintetizza Posteraro: «Avevamo le competenze che venivano dalla nostra riabilitazione delle gravi cerebro lesioni. Da quasi vent’anni lavoriamo vicino alle terapie intensive. Utilizzando queste competenze abbiamo avuto il coraggio di confrontarci sul fronte Covid. Perché abbiamo capito da subito che questa malattia non è solo respiratoria. Ma è una malattia sistemica che investe molti organi e apparati». Tra i quali «il sistema nervoso periferico, in particolare, e i muscoli e altri organi e apparati come fegato e reni». I pazienti che lasciano il letto di Rianimazione, inoltre, «hanno difficoltà a deglutire, a mangiare, hanno problemi di disfagia, e sono spesso portatori di tracheotomia».

Il racconto dell’esperienza fatta prosegue: «Abbiamo deciso con i colleghi che appena i malati erano in grado di respirare da soli venivano trasferiti da noi. E insieme con i rianimatori siamo un po’ cresciuti». Il 90 per cento dei pazienti, sottolinea il medico, «rientra a casa dopo ricoveri relativamente brevi». Compresi i più giovani «che hanno condizioni più gravi». Qualche differenza – precisa Posteraro – « si inizia ad osservare tra fasce d’età. Ma solo tra un anno sapremo gli esiti a distanza. C’è un progetto regionale in questo senso».

Medici e infermieri di Riabilitazione si sono confrontati anche con gli effetti della “nebbia cognitiva” che il Covid porta. «L’abbiamo vista spessissimo», conferma il primario: «Con i pazienti arrivati sotto trattamenti farmacologici da psichiatria». Lungo è il cammino per il ritorno alla posizione eretta in autonomia. «Il primo passo», spiega Posteraro, «è dal letto alla carrozzina senza sollevamento meccanico. Poi il lungo trattamento riabilitativo mentre sono ancora sotto ossigeno. Segue l’utilizzo dei deambulatori. La procedura di svezzamento dall’ossigena è molto lunga: bisogna ricostituire la funzione muscolare. La prima volta in piedi da soli è un’emozione grande».

I pionieri della Riabilitazione al Versilia fanno tutto questo e molto altro indossando la bardatura completa anti contagio. «Siamo riusciti in questo lavoro», sottolinea il primario, «perché eravamo dentro un ospedale generale. La maggior parte delle Riabilitazioni in Toscana, invece, sono gestite da privati accreditati. Inoltre è vincente la coesione che esistente tra tutti i responsabili delle Unità operative. È molto forte e vede insieme un’intera multi professionalità. Ho visto da poche parti la capacità di unione dei primari del Versilia». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA