Strage di Viareggio, la reazione della politica: "La città chiede giustizia"

VIAREGGIO. L'urlo straziante di Daniela Rombi davanti all'edificio della corte di Cassazione ha lacerato Viareggio e riaperto quella ferita che da undici anni aspetta di guarire. Molto contestata, la sentenza del tribunale di ultima istanza ha suscitato molte reazioni, soprattutto nel mondo della politica.

"Una sentenza amara quella di oggi - il commento del sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro -  vien fatto di pensare che alcuni riescano, a non essere uguali agli altri davanti alla legge degli uomini. Sono passati 10 anni e tre gradi di giudizio e tutto sembra ricominciare da capo con in più la certezza che molte pene saranno ridotte, alcune semplicemente annullate. Ci sarà tempo per analizzare le motivazioni, riavvolgere il filo che ha portato giorno dopo giorno fino ad oggi".

Il primo a commentare è stato il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci che ha scritto su Twitter: "Una strage come quella di Viareggio non può restare impunita. Giustizia va fatta". Tutto il partito Democratico ha dimostrato sconcerto per la decisione, soprattutto per la questione che riguarda la prescrizione. 

“Questo è un giorno difficile per il Paese – commenta l’onorevole Umberto Buratti - Una strage come quella di Viareggio non può restare senza colpevoli. Non lo dobbiamo solo alle vittime e ai loro cari ma anche al Paese che non può accettare che lo Stato non sia in grado di accertare colpe e responsabilità. Sono vicino al dramma che stanno vivendo le famiglie: hanno il diritto di avere giustizia. La strage di Viareggio non può restare impunita”.

Dolore bipartisan quello che ha scosso la politica: “Una giornata triste per Viareggio e l’Italia intera. Mi associo allo sdegno dei familiari delle vittime, che oggi hanno subito un ulteriore, drammatico colpo. La macchina della giustizia ha perso un altro colpo. Sono pronto ad attivarmi fin da subito, congiuntamente anche con altri parlamentari, affinché questa vergogna che si protrae da anni abbia finalmente fine e si ottenga giustizia per le 32 vittime innocenti e per i loro familiari. Solidarietà e vicinanza a tutti coloro che in quella tragica notte hanno visto morire i loro cari”, il commento dell'onorevole Riccardo Zucconi di Fratelli d'Italia. 

"La sentenza - commenta il senatore pietrasantino di Forza Italia Massimo Mallegni -  va rispettata ma è evidente che in questo momento non sono certamente entusiasta di come è andata a finire. Come accade sempre in questi casi è necessario leggere le motivazioni dei giudici in ultima analisi, tuttavia immagino la disperazione delle famiglie che si sono viste strappare i propri cari e che oggi, giorno in cui speravano di poter mettere la parola fine con un nome e cognome responsabile di ciò che è accaduto, si devono rassegnare ad un non giudizio. L’Italia deve riflettere a lungo sulla propria impostazione della giustizia perché non è assolutamente pensabile che nel nostro paese stragi come quella di Viareggio, e molte altre che non hanno avuto una risposta, continuino ad essere abbandonate nell’oblio e che nessuno evidenzi una reale responsabilità di ciò che è accaduto”, conclude.

Nota stonata quella del suo amico di partito il quale invece si è rallegrato della decisione. Il senatore Francesco Giro di Forza Italia ha infatti detto: "Sono molto contento per Mauro Moretti. Molto. Nell'appello bis verrà assolto. Ne sono certo". 

"Sono totalmente amareggiato per il verdetto sulla strage di Viareggio. Ferisce profondamente il fatto che la prescrizione impedisca di rendere giustizia alle famiglie delle 32 vittime e all'intero territorio viareggino, alla lucchesia, alla Toscana tutta, che quella notte fu squarciata dall'esplosione", la dichiarazione ufficiale del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dopo aver appreso il pronunciamento della Corte di Cassazione.

"Penso che sia grave quello che accaduto. Per me è una cosa inaspettata e dolorosa un giudizio di questa natura - questa la reazione a caldo di Stefano Baccelli, assessore regionale ai Trasporti della Toscana -  la Cassazione in pratica ci dice che non abbiamo fatto in tempo a condannare queste persone, anche se sono responsabili: non li ha assolti nel merito ma ha detto non abbiamo fatto in tempo e questo è un problema serio. Non è un riconoscimento di innocenza. Se da un punto di vista legale è certamente una sconfitta per noi parti civili e una vittoria per i difensori, dal punto di vista morale è sostanzialmente il contrario. Nella sostanza delle cose - continua Baccelli - la Cassazione ci dice anche che se avesse deciso sette anni dopo il disastro, li avrebbe condannati tutti anche per omicidio colposo. Moralmente sono responsabili, magari non avranno condanne di 12-13 anni e non è la stessa cosa, ma le responsabilità sono state attribuite".
 
Un dolore anche per Luca Menesini, presidente della provincia di Lucca: "Risulta difficile commentare una sentenza del genere. Come Provincia di Lucca siamo vicini ai familiari delle vittime della strage, che anche oggi non hanno avuto le risposte che aspettano dal 2009. Anzi, quel momento si allontana. Va sottolineato, comunque, che la prescrizione cancella la pena, ma non il reato. In Italia la riforma della giustizia è urgente".

Si dichiara "sbalordita e indignata anche Elisa Montemagni, capogruppo in consiglio regionale della Lega: "Parlo a nome anche dei miei colleghi quando dico che quella della Cassazione è una decisione che lascia sgomenti - fa sapere in una nota - minimizza la tragedia che si è vissuta nel giugno del 2009. Una dolorosa ferita che, ora, si riapre in modo devastante. Ulteriore beffa l'esclusione da ogni tipo di risarcimento per le tante associazioni che si erano costituite parti civili nel procedimento.Facciamo molta fatica ad assecondare un verdetto che penalizza enormemente chi ha tragicamente perso un congiunto in quella maledetta notte d'estate". 

"Una sentenza che manca di rispetto alle vittime e ai loro familiari - dichiara Vittorio Fantozzi, vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale - Una sentenza disastrosa Come troppo spesso accade, il rispetto formale della legge non si è accompagnato a un sentimento generale di giustizia. Non è possibile che dopo 11 anni la giustizia italiana debba ancora emettere una sentenza definitiva su una strage di tale dimensioni. Come Paese, lo dobbiamo a quelle 32 persone”.

Si unisce al dolore anche la federazione versiliese del Pci: "La giustizia dopo undici anni non riesce a mettere la parola fine ad una vicenda dai toni agghiaccianti, che ha provocato 32 vittime, un infinito ed incancellabile dolore ai loro parenti, un lutto per l'intera città. Una Città che non ha visto la presenza delle Istituzioni ad attendere la sentenza.  Il Pci federazione Lucca Versilia esprime la propria solidale vicinanza ai parenti delle vittime e si schiera a favore del proseguimento della lotta per la ricerca della verità".

A loro si unisce telegrafica Repubblica viareggina: "Sentenza indegna che fa accaponare la pelle ma che non ci stupisce visto i rapporti che intercorrono tra politica, magistratura e impresa in questo marcio paese. Hanno ucciso, di nuovo, i nostri 32 concittadini. Siamo vicini al dolore dei familiari della strage. Ribadiamo la nostra disponibilità a mobilitarsi in ogni forma. Per noi Moretti e banda restano colpevoli a prescindere da questa sentenza faziosa".