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Bus doppi o lezioni posticipate: il piano per il ritorno in classe

Il comitato provinciale coordinato dalla prefettura deciderà entro Natale

VIAREGGIO. Entrate e ingressi scaglionati delle classi, con l’opzione di far slittare alcune lezioni al pomeriggio. O raddoppio delle corse degli autobus, come già testato dall’inizio dell’anno scolastico fino al ritorno della didattica a distanza. Sono le due opzioni sul tavolo della prefettura, che coordina il comitato provinciale sul trasporto pubblico voluto dall’assessore regionale Stefano Baccelli, in vista della riapertura delle scuole superiori il 7 gennaio.

Il comitato, di cui fanno parte anche Provincia, Ctt e presidi, sta lavorando da giorni per una riapertura in sicurezza sulla base dell’ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri, che prevede: 1) lezione in presenza al 75%; 2) capienza degli autobus (che in Versilia sono utilizzati soprattutto da studenti) al 50%.


Entro Natale il comitato dovrà scegliere una delle due strategie per poi organizzarsi di conseguenza.

Una sfida che parte da un finanziamento regionale di 400 milioni di euro per il noleggio di 200 autobus turistici in più (in tutta la Toscana) e di 500. 000 euro per istituire le figure dei tutor. Cioè volontari o dipendenti di cooperative che staranno alle fermate degli autobus all’orario di punta dell’uscita da scuola, per dare informazioni agli studenti sui mezzi che possono prendere e per invitarli a non concentrarsi tutti sul primo autobus, ma magari di aspettare la corsa successiva.

A settembre, quando le lezioni erano in presenza per tutti e la capienza massima dei mezzi era dell’80%, Ctt aveva noleggiato 28 autobus per  la provincia, 10 dei quali destinati alla Versilia. Mezzi che sono serviti per raddoppiare le corse più critiche negli orari di ingresso e di uscita da scuola dei ragazzi. Questo piano, alla luce delle nuove disposizioni del governo, non vale più.

Il comitato sta quindi elaborando un nuovo progetto. La Provincia potrà chiedere alla Regione, se necessario, mezzi in più, ma anche risorse per sostenere eventuali spese di cartellonistica o per i tutor.

Intanto le scuole si stanno organizzando per la didattica in presenza al 75%. All’istituto Marconi, ad esempio, il preside Lorenzo Isoppo, punta a un orario fisso. Nessuna rotazione, quindi, «perché c’è bisogno di stabilità». I ragazzi «avranno tutti un tot di giorni a casa e un tot in classe, ma l’orario sarà sempre lo stesso – spiega a Il Tirreno il dirigente scolastico –. Cercherò magari di dare più giorni in presenza alle prime e alle quinte». E ovviamente ai laboratori.

E saranno pronte le scuole per partire il 7 gennaio? «Beh – spiega Isoppo – per quanto riguarda l’organizzazione interna delle scuole, ce la faremo sicuramente. Si tratta di cambiare tutto l’orario sulla base di quello che verrà deciso dal comitato provinciale». Più complicata sarà l’organizzazione del nuovo trasporto scolastico in arco di tempo ristretto. I 28 autobus presi a noleggio a settembre (e rimasti parcheggiati a lungo durante la didattica a distanza) non ci sono più. Il contratto è scaduto.