Ultima chiamata per i balneari: «Bisogna fare presto o non ci salveremo»

Una protesta dei balneari di fronte ai palazzi ministeriali

Prime proposte dopo la stangata arrivata dall’Europa: «Errori e ritardi, ora si tratta di fare il possibile»

VIAREGGIO. In un celebre film tv americano, “The Day after”, si mostrano gli Stati Uniti il giorno dopo l’esplosione dell’atomica. Con le dovute proporzioni, per i balneari la letteraccia con cui la Commissione europea bacchetta l’Italia sulla mancata applicazione della direttiva Bolkestein è come una bomba. Che sconvolge un intero settore, presente in Versilia con 439 stabilimenti balneari e quasi 2.000 persone interessate tra titolari e dipendenti diretti.

L’Europa ha chiarito – ma non c’erano mai stati cambiamenti di posizione in questi 10 anni di dibattito sulla Bolkestein – che le spiagge dovranno essere assegnate con gare pubbliche, le cosiddette “aste”, premiando il miglior offerente. E dovrà avvenire prima del 31 dicembre 2033, che è il limite temporale delle concessioni fissato dall’ultima legge, firmata dall’ex ministro leghista Gian Marco Centinaio. Quella norma, dice l’Europa, è l’ennesima proroga che non tiene conto delle indicazioni dell’Ue sulla questione spiagge.


«È una mazzata che potevamo aspettarci, frutto di errori e ritardi – afferma Emiliano Favilla, ex assessore provinciale e leader storico della protesta anti-Bolkestein – Un errore è stato non proseguire con la mobilitazione e fidarsi del ministro Centinaio, che a conti fatti ha solo peggiorato la situazione. Concedendo una proroga senza dare alcun seguito normativo. L’altro errore è stato lanciarsi nei tribunali di tutta Italia, ricevendo un sacco di sentenze e pronunciamenti contrari che hanno aggravato la nostra posizione. La soluzione al problema dei balneari deve essere politica. Se riprenderò la battaglia? È molto tardi per avere qualche risultato vero, ma se mi vogliono sono qui».

Secondo Vincenzo Lardinelli, ex presidente nazionale del sindacato Fiba Confesercenti impegnato a lungo contro la Bolkestein, «non si può rimanere sorpresi da questa presa di posizione dell’Europa. La nostra associazione di categoria ha le carte in regola per poterci tutelare. Io credo che dovremo puntare su tre elementi: niente gare al rialzo sui canoni, riconoscimento della nostra professionalità e del valore commerciale dell’azienda nel caso in cui il balneare perda la concessione nella gara. Senza questi puntelli, rischiamo davvero che finisca tutto»

Intanto la Cna ha chiesto al Governo di difendere la misura contenuta nel Decreto Rilancio, e convertita in legge dal Parlamento, sull’estensione al 2033 delle concessioni demaniali marittime oggi valide. «Si tratta di una misura fondamentale per garantire stabilità al comparto – ha spiegato Cristiano Tomei, presidente Cna dei balneari – in un momento di crisi gravissima per il settore, e per rilanciare gli investimenti. Moltissimi Comuni, inoltre, hanno già completato la procedura amministrativa di estensione delle concessioni, secondo quanto stabilito dalla norma nazionale che tiene conto del principio di tutela del legittimo affidamento».