Suonerà al Pucciniano la pianista ottantunenne di “Tu sì que vales”

È tornata a esibirsi dopo venti anni conquistando la finale del talent show televisivo

VIAREGGIO. Dal 1996 non metteva le mani sui suoi adorati pianoforti. Poi, nell’estate 2020, una sola esibizione, dopo venti anni che le dita non incontravano i tasti - nel Cuneese, all’anfiteatro in frazione Grinzano a Cervere: da dove Nerina Pieroni, 81 anni, è approdata sotto i riflettori del programma televisivo “Tu sì que vales”, il 31 ottobre scorso, come concorrente. Ed è stato subito successo. Al punto che nell’estate 2021 Nerina sarà ospite della Fondazione Festival Pucciniano, presieduta da Maria Laura Simonetti, con un evento che la Fondazione netterà a punto e che la vedrà protagonista al pianoforte.

Al quale Pieroni ha esordito da studentessa del Conservatorio di Torino dove, giovanissima, era accompagnatrice al pianoforte. Qui Nerina conobbe un altrettanto giovane studente che poi divenne suo marito. Una vita, quella di entrambi, dedicata alla musica. Con Nerina che ha calcato il palcoscenico nei teatri di mezza Europa.


Poi un malore a margine di una esibizione costrinse la pianista al ritiro dalle scene ed al pensionamento anticipato. Da qui la scelta di disfarsi degli amati pianoforti.

In una recente intervista al quotidiano “La Stampa”, Nerina Pieroni ha ricordato la sua prima volta dopo tanti anni nell’incontro con la musica tanto amata e tanto praticata: «Quando ho posato le dita sulla tastiera tutto è venuto naturale, spontaneo. Quella notte, però, non sono riuscita a prendere sonno tanta è stata l’emozione».

Da qualche anno Nerina si è trasferita in una casa di riposo. Dalla quale è arrivata fino alla finale del programma che l’ha fatta conoscere al grande pubblico, dove ha proposto la “Danza ungherese” numero 5, di Johannes Brahms.

Adesso, l’occasione per applaudirla è tenere d’occhio il calendario del prossimo Festival pucciniano per aggiudicarsi un posto in prima file e non perdere l’esibizione.

Con buona pace di chi non perde occasione per rilasciare parole a vanvera sul non ruolo degli anziani nella nostra società. —