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Da Firenze il difensore civico avverte: «Massarosa cambi la raccolta dei sacchi covid»

Il protocollo di ritiro non rispetta le direttive della Regione e il difensore civico scrive a Comune ed Ersu per cambiarlo

MASSAROSA. Quei sacchi viola lasciati per ore davanti alle case dei massarosesi positivi al covid sono stati vissuti come un vero e proprio schiaffo ai cittadini che, oltre alla malattia, hanno vissuto anche l'onta di essere additati come untori. La modalità di raccolta di quei rifiuti infatti non è in linea con le direttive della Regione; per cui Ersu e il Comune di Massarosa dovranno cambiarla. A scriverlo è il difensore civico della Regione Sandro Vannini che ha inviato una lettera all’amministrazione comunale e al gestore affinché si intervenga: i sacchi viola devono restare ma devono essere ritirati il prima possibile, in accordo con la persona contagiata. La missiva è stata inoltrata per conoscenza anche all’Ato e al presidente della Regione Eugenio Giani.

La polemica era partita proprio da una residente di Massarosa che aveva denunciato come quei sacchi lasciati davanti casa per ore ed ore la facessero sentire come un’appestata. Lei che dal 20 ottobre è positiva e da oltre un mese è chiusa in casa con i sintomi dell’infezione. I suoi rifiuti, come da norma regionale,, finiscono tutti in un unico sacco viola speciale, diverso da quelli della differenziata. Il problema è che rimangono in strada per ore sotto gli occhi di tutti. Un vero e proprio affronto alla riservatezza delle persone malate.


Il fatto era stato denunciato proprio da queste colonne e non è sfuggito al difensore civico della Regione il quale ha intimato a Comune e Ersu di affrontare questa criticità.

«È necessario premettere che la delicata questione non attiene alla violazione della privacy, che in tale circostanza viene comunque garantita, bensì a una legittima necessità di riservatezza degli interessati che può essere garantita solo attraverso il rispetto di un adeguato protocollo operativo, così come definito nelle specifiche ordinanze emanate dal presidente della Giunta - scrive in una nota - Sulle modalità di raccolta dei rifiuti Covid si sono infatti succedute nel tempo diverse ordinanze per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione per i rifiuti. Da marzo ad oggi le modalità operative di conferimento da parte dell’utente e di ritiro da parte del gestore hanno avuto come denominatore comune il ritiro dei rifiuti direttamente fuori dalla porta dell'appartamento della persona positiva, immediatamente preceduto da avvertimento telefonico o al campanello dell’appartamento. La colorazione viola dei sacchi serve al confezionamento dei rifiuti da parte dell’utente ed è un elemento di distinzione per le fasi di smaltimento; in ogni caso certamente non vuole essere un “marchio”. Risulta infatti che nonostante l’appuntamento telefonico stabilito, il ritiro venga effettuato diverse ore dopo, con prolungata permanenza dei sacchi in strada e conseguente rischio per la riservatezza dell’utente. Solo con l’ultima del 23 novembre 2020 viene introdotta la possibilità della raccolta stradale con un servizio domiciliare, da effettuarsi preferibilmente in orario notturno e secondo limitazioni caso per caso. In ogni modo spetta ai Comuni, in accordo con il Gestore definire la modalità di raccolta anche in considerazione dell’andamento dei contagi sul proprio territorio».

Da qui l’avvertimento: «Si invitano pertanto il Comune ed il gestore Ersu a valutare approfonditamente le modalità più appropriate di esecuzione del servizio in questione, considerando che la materia è tale da dover necessariamente contemperare le legittime aspettative dei cittadini rispetto alla loro riservatezza con le altrettanto rilevanti necessità sotto il profilo pubblico di assicurare un servizio in condizioni di emergenza sanitaria nel rispetto in ogni caso della sicurezza degli operatori incaricati». —