Pizzaiolo muore a 46 anni per una malattia, gli amici: "Un vero talento nel suo lavoro"

Dopo avere lavorato a lungo per lo Scorfano Blu Lorenzo Lombardi aveva aperto la sua “È l’ora”. Originario della Puglia era venuto a vivere giovanissimo in Versilia

PIETRASANTA. Aveva, fra le mani e nella mente, l’arte del geniale pizzaiolo d’altri tempi Lorenzo Lombardi, scomparso lunedì 23 a soli 46 anni. Una vita spezzata da uno di quei mali che giorno dopo giorno costringono a guardarsi dentro, a cercare ogni barlume di energia e speranza per reagire, per combattere. E Lorenzo ha combattuto, ha sperato, si è riappropriato della propria vita sostenuto dalla sua Barbara: poi il male è tornato e allora tutto è precipitato.

Un epilogo che lascia in scia dolore e senso di vuoto a Marina di Pietrasanta perché Lorenzo Lombardi, pugliese, originario di Gravina, versiliese di adozione, era un marinello intriso di salmastro e battute, risate e sano sfottò soprattutto in ambito sportivo. Perché sulla sua Juventus, sui colori bianconeri, Lorenzo Lombardi riversava gioia, passione e entusiasmo. E quella terapeutica goliardia che rende il calcio, talvolta, ancora più bello.


Ma il vero talento di Lombardi si realizzava, come detto, in una pizzeria: per venti anni aveva lavorato allo Scorfano Blu - storico ristorante di Tonfano -, poi l’esperienza all’estero sempre scortato dalla sua voglia di sorridere, di accogliere, di venire incontro agli altri e alla vita. E a seguire, finalmente e tanto desiderato, il ritorno in Versilia, sempre a Tonfano, l’apertura della sua pizzeria “È l’ora” che nel breve volgere di poco tempo era diventata il riferimento per molti amanti della vera pizza, dei giovani, di chi passava da quelle parti non solo per il piacere di degustare qualcosa di unico e speciale, ma anche per scambiare qualche battuta con questo giovane «generoso, altruista così attaccato al suo lavoro» come lo ricordano alcuni amici.

«Per noi era come un fratello - è il ricordo di Caterina e Michele titolari del “Rossomare” - per venti anni aveva fatto parte della grande famiglia del ristorante Lo Scorfano. Era arrivato in Versilia giovanissimo diventando uno dei pizzaioli più apprezzati della zona, aveva incontrato l’amore della sua vita, Barbara, per poi intraprendere una sua propria attività. È cosi difficile trovare parole in questo momento: si era sentito male due anni fa. Poi la lenta ripresa, sembrava avercela fatta. Il male però poi è ricomparso e questa volta non ce l’ha fatta. Ha dovuto lasciare la pizzeria ed era tornato a Gravina dai genitori, dai fratelli, si era sposato con Barbara. E anche questo difficile periodo lo aveva affrontato con il suo sorriso, combattendo come aveva sempre fatto. Lorenzo lascia un vuoto enorme dietro di sé: chi lo ha conosciuto, chi lo ha frequentato ricorderà con piacere e dolore, in questo momento, quel suo modo di fare così brillante. E raro a trovarsi».