Linea troppo debole per le lezioni a distanza, ecco come hanno risolto i presidi

Al classico la fibra arriva fino al marciapiede, la dirigente: «Spenderei 6mila euro per portarla dentro». De Angeli (Don Milani): «Facciamo spegnere la telecamere: così sono meno pesanti»

VIAREGGIO. Lezioni solamente audio per non appesantire la linea o interrotte dieci, quindici minuti per poi ritentare e sperare di essere fortunati. Nuove regole di sopravvivenza nelle scuole versiliesi che stanno affrontando la didattica a distanza. Cioè tutte le superiori e le classi seconde e terze delle medie. Questa volta, a differenza del lockdown, alcuni insegnanti (soprattutto quelli delle medie che hanno anche classi in presenza) si connettono da scuola. E lì iniziano a problemi. Perché, nonostante smartphone, smart tv e pc di ogni tipo riempiano le nostre case e anche le nostre giornate, sempre connessi, sempre testa giù a controllare notifiche e messaggi, nel momento del bisogno la connessione non c’è.

Per fare didattica a distanza attraverso piattaforme online, con anche trenta persone connesse audio-video contemporaneamente, e farla senza problemi, è necessario infatti avere a disposizione una buona connessione in grado di offrire una velocità in download ed in upload di ottimo livello. E per buona si intende la fibra ottica Ftth, che può raggiungere un massimo di 1000 mega. Ma in Versilia ci sono ancora zone, e scuole, non ancora coperte. Rimane l’adsl classico il cui collegamento è in genere di 20 mega (con alcune offerte si possono raggiungere anche i 30 mega). Pochissimo per le videolezioni.

Una delle scuole che si è ritrovata più in difficoltà è il liceo classico Carducci di Viareggio, dove circa trenta docenti fanno lezione direttamente dalla classe. Il liceo almeno ha avuto la fortuna di avere una dirigente che sapeva dove mettere la mani. Francesca Bini, arrivata nell’istituto viareggino due anni fa, è infatti appassionata di robotica e tecnologia. Un sapere che le è servito a tamponare il problema ma non certo a risolverlo del tutto. Per quello ci vorrebbero soldi, tanti, che la sua scuola non ha. Il suo problema è questo: la fibra, lì, c’è, ma arriva sulla strada. «Per farla arrivare dentro la scuola - spiega al Tirreno la preside - dovremmo sbucare il marciapiede e fare un contratto triennale che ci costerebbe quasi seimila euro all’anno per tre anni, poi il canone si abbasserebbe. Anche i genitori si sono offerti di aiutarci, ma intanto siamo corsi ai ripari».

Cosa è stato fatto? La scuola ha ricostruito tutta l’infrastruttura interna, dividendo le zone fra alunni e segreteria. Poi «per fare il wifi ho messo in ogni corridoio  un access point che manda il segnale tutto intorno. Così la linea arriva ovunque. Il problema è che quando accendi Teams ci vogliono 80 mega per tutte le classi. Abbiamo fatto un’organizzazione oraria. I docenti che sono in presenza si sono organizzati in modo che quando la linea è intasata stanno in asincrono».

L’istituto comprensivo Don Milani diretto da Nella De Angeli ha fatto da tempo richiesta al Comune di Viareggio per avere la fibra. «Anche se l’ultimo miglio fosse in rame si guadagnerebbe - commenta la preside -. Noi abbiamo potenziato i nostri router, ma sicuramente, se qualcuno dei docenti non fosse a casa, non si riuscirebbe a fare lezione. A volte chiediamo ai ragazzi di spegnere la telecamera per alleggerire la linea».

All'istituto Marconi, invece, «non abbiamo problemi nel plesso di Viareggio - spiega il dirigente Lorenzo Isoppo - perché arriva la fibra e la connessione è buona. In quello di Seravezza invece sì. Se avessi tutti i docenti in presenza avrei dei grossi problemi. Ma al momento ci siamo organizzati consentendo a tutti gli insegnanti che vogliano stare a casa di stare a casa. Quindi la linea non è appesentatita».

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