Viareggio, cantante lirica si spegne sulle note della sua musica

La cantante (al centro) insieme ai figli

Iole Frontello si era trasferita a Viareggio da un anno. La figlia: «È stata una madre speciale, fuori dagli schemi»

VIAREGGIO. Se ne è andata nella sua casa di via IV Novembre sulle note di “Mi chiamano Mimì” cantata da lei, Iole Frontello, cantante lirica, che avrebbe compiuto 92 anni il 13 gennaio. Nata a Cagliari, aveva vissuto a Salerno e a Roma per diversi anni. La famiglia aveva una casa a Viareggio, dove veniva in vacanza. Da un anno si era trasferita qui.

Era stata dirigente presso il ministero dell’Istruzione a Roma e preside a Napoli. Si era diplomata soprano al conservatorio di Napoli e per lei la musica era tutto. Aveva cantato il repertorio pucciniano, in particolare Madame Butterfly, Manon Lescaut, Tosca e Bohème anche al Teatro Puccini di Torre del Lago e in tantissimi altri teatri, tra cui a Roma al teatro Ghione e a Salerno. Era laureata in lettere antiche. «Mia madre era un’artista – ricorda la figlia Marina – dipingeva e cuciva i suoi vestiti di scena. “Vissi d’arte” era il suo motto, come la Tosca. Ha scritto inoltre due libri sulla lirica, uno su Giacomo Puccini e un altro su Giuseppe Verdi. Senza la musica avrebbe vissuto molto meno. È stata una madre speciale, fuori schema, aiutata perennemente da sua sorella Maria, anche se sarde, laureate a Napoli, hanno vissuto lungamente a Salerno e poi a Roma, dove avevano fondato un’associazione culturale che coniugasse musica, teatro e letteratura, Telemacus che come lei era soprano e docente d’italiano». Il marito di Iole Frontello era Antonio Marchesiello magistrato che si occupò del processo in cui era imputato Totò Riina. Era amico dell’avvocato Edoardo Paolini. Fu grazie alla sua mediazione che acquistarono la casa per le vacanze.

Il figlio della cantante lirica, Massimo, è prefetto a Gorizia, ed ha preso dal padre la passione per questa professione. L’altra figlia Marina ha preso dalla madre la passione per la scrittura e ha pubblicato il libro “La resurrezione necessaria”. Proprio lei ha voluto dedicare alla mamma una sua poesia: «Madre, conservami le parole dentro la tasca sacra dove hai sempre un testo vuoto per spiegare tutto. Madre, contienimi la paura di non sapermi guardare indietro mentre tu piangi ed io non so come farti andare avanti. Sono sempre io. La stessa bambina con il viso felice nascosto dal tuo velo. Non so perché per sopravvivere ho imparato tutta sola a ripetere la rima che più presto ci avvicinava ad un’idea di cielo». La famiglia ringrazia per la vicinanza e l’amicizia il dottor Enrico Petri. La salma si trova nella casa funeraria Ferrante, in via F. lli Cervi, il funerale è fissato il 22 novembre alle 15. 30 nella parrocchia di San Paolino.

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