Polemiche sull'albero di luci in piazza Mazzini, il sindaco: "Va bene, lo togliamo"

Appena installato ha sollevato critiche di ogni tipo. Così Del Ghingaro ha deciso di rimuoverlo annunciandolo su Facebook: "Dopo questa grande soddisfazione espressa dai cittadini  lo faccio smontare"

VIAREGGIO. Rischia di vincere il record di decorazione natalizia più breve della storia. Installato appena il 20 novembre, l’albero luminoso di piazza Mazzini verrà smontato il 23. Tre giorni di jingle bells e si torna negli scatoloni. Lo ha annunciato lo stesso sindaco Giorgio Del Ghingaro sul suo profilo Facebook: «Si toglie l’albero di Natale!». E punto.

Una decisione presa alla luce delle polemiche che si sono innescate dopo il montaggio dell’albero: un cono alto 16 metri e dotato di 30mila luci sponsorizzato da Farmaé, primo e-commerce italiano del farmaco e parafarmaco e, allo stesso tempo, uno shop online fornito di migliaia di prodotti.

L’albero luminoso è sbarcato sulla Passeggiata, per la prima volta, nel 2017 e da allora è diventato protagonista assoluto dei selfie natalizi. Gli scatti sotto doppie stelle sono diventati un must delle notti viareggine che accompagnano verso il nuovo anno.

Quest’anno non sarà un Natale come gli altri. Tutti lo sanno. Amministratori inclusi. Eppure l’albero era tornato al suo posto, in una piazza Mazzini deserta, trascinandosi dietro una ventata di normalità. Ma si sa, non c’è decisione di sindaco (chiunque esso sia) che venga condivisa all’unanimità e che non venga sottoposta alle critiche feroci dei censori. Soprattutto quelli del web. E anche un albero di Natale, a quanto pare, può scatenare il finimondo.

L’annuncio della sua installazione ha infatti dato il via a critiche di ogni tipo: è brutto, è costoso, è inutile, inopportuno. È stato lo stesso Del Ghingaro a riportarle.  «Era meglio un albero vero». Oppure, alla viareggina, «o che vor dì un affare di ferro così?». E ancora: «Ma date i soldi a poveri invece di fare l’albero», «quella roba lì è tutta apparenza», «che l’hai fatto a fa’? Tanto un ci si pó move», «meglio l’albero fatto dai bambini», «ma che Natale è quest’anno? Era meglio non farlo l’albero», «risparmiate invece di fare l’albero di Natale», «luci inutili nel buio del lockdown». E ancora e ancora...

E il sindaco ha reagito alle polemiche decidendo di accontentare chi le aveva sollevate e scontentare tutti gli altri, chi quell’albero lo vuole perché crede che sia bello, perché distoglie lo sguardo dalla tristezza delle strade buie, perché anche gli atei più atei hanno bisogno del Natale. «Dopo questa grande soddisfazione espressa dai cittadini – scrive Del Ghingaro, riferendosi alle critiche – lunedì (il 22 novembre per chi legge, ndr) lo faccio smontare». E il Natale, appena iniziato, è già finito.

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