Elena porta i libri, Davide i vestiti: «Siamo il vostro Amazon di casa»

La titolare di Lettera 22 usa la bicicletta per le consegne Mentre Via Fratti 642 arriva fino a Londra e Barcellona

le storie

La macchina trabocca di abiti imbustati destinati alla consegna a domicilio (gratuita). Il giro, Davide Cascione, lo comincia di buon mattino, percorrendo in lungo e largo le strade della Versilia per raggiungere le abitazioni di chi ha effettuato un ordine. «Sono uno, ma è come se lavorassi per sette», racconta mentre si trova a Camaiore per lo stesso motivo. «È una routine impegnativa, ma piacevole, perché i feedback sono positivi e le richieste continuano a crescere: ne vale assolutamente la pena», afferma il 33enne titolare di Via Fratti 642, negozio di abbigliamento il cui nome riprende l’indirizzo, comprensivo di numero civico. Manca solo la città da specificare: Viareggio.


Lo ha inaugurato ufficialmente a fine settembre, risposta personale all’esigenza di contemplare un avvenire diverso da quello come dipendente – seppur con un ruolo di responsabilità – di una catena di supermercati a Parma, città in cui ha conosciuto Angelica, sua compagna. Certo, la tempistica non si è rivelata particolarmente favorevole, poiché con il susseguirsi di restrizioni e divieti, le soluzioni alternative per dare slancio alla nuova attività, da scelta si sono tramutate velocemente in necessità. Cascione, però, non ne ha fatto un dramma, perché sui canali di vendita paralleli a quello tradizionale si era già affidato. In una parola, Instagram, social network che per sua vocazione favorisce un’interazione rapida ed efficace. Gli ordini si sviluppano tramite i messaggi diretti: Davide e Angelica pubblicano le foto degli abiti (per uomo e donna) sulla pagina ufficiale del negozio, chi è interessato scrive, definisce i dettagli dell’ordine e lo formalizza. La consegna viene effettuata nel giro di qualche giorno. Venerdì Via Fratti 642 ha pure lanciato il proprio store online.

«Stiamo spedendo un po’ ovunque: a Parma, dove le amiche della mia fidanzata sono delle clienti ormai fedelissime, ma anche in Lombardia, Campania, Calabria. Persino Londra e Barcellona». La (potenziale) rivincita dei negozi di città sui colossi della vendita in rete dipende da “sacrificio, prodotti di qualità e capacità di scelta», puntualizza Cascione. La felicità «per come stanno andando le cose» è il lieto riflesso di un lavoro «che mi tiene impegnato su moltissimi fronti: io stesso acquisto la merce, provvedo alle spedizioni online, alle consegne a domicilio, alla gestione degli ordini online. I margini per crescere ci sono, ma per ora va benissimo così».

Un’altra storia di resistenza ai colossi del commercio sul web potrebbe avere il titolo di un romanzo dei tempi nostri: “La ragazza in bicicletta che sfidava il gigante”. La ragazza in questione è Elena Francesconi del bar-libreria Lettera 22 di Viareggio, il gigante è nientemeno che Amazon, il colosso dello shopping online. Un titolo che potrebbe sembrare esagerato. Eppure è un servizio che funziona. E che ci racconta di come una libreria indipendente – ma il discorso potrebbe valere per qualsiasi altra attività a conduzione familiare – si sia adeguata a mascherine, distanziamento sociale e zone rosse.

«Rispetto a marzo e aprile qualcosa è cambiato – racconta Francesconi – prima non si poteva uscire, ora chi può viene qui a scegliersi il libro. Però la consegna a domicilio rimane popolare fra chi non se la sente di uscire di casa o abita un po’ fuori mano: in quel caso, ovviamente, mi sposto con l’auto. Il servizio è continuato, seppur ovviamente con numeri inferiori, anche in estate e c’è chi ne approfitta per far recapitare un regalo ad un amico che non può vedere». La bicicletta rimane il mezzo privilegiato, specie se c’è da muoversi da un quartiere all’altro di Viareggio, specie in giornate soleggiate come queste: «Se vogliamo, è anche un messaggio che si unisce al concetto del rispetto per l’ambiente e al plastic-free, dato che usiamo sacchetti di carta: già la scorsa primavera ero partita con l’idea della bici». Dicevamo delle differenze rispetto a qualche mese fa: «Prima c’era il terrore del contatto, tanti preferivano mantenere la distanza e farsi lasciare il pacco sull’uscio, adesso ho riscontrato più tranquillità. E sì, tanti sono partiti in anticipo rispetto a un anno fa nella corsa ai regali di Natale, specie per i bimbi». Cambiano i mezzi («I lettori sono sempre più abituati ad acquistare online»), le condizioni attuali non aiutano («Facciamo consulenza sui libri anche a distanza tramite i messaggi su Facebook o WhatsApp, i social ci consentono di continuare a fare quello che faremmo dal vivo in situazioni normali»), ma le librerie vanno avanti. E, anzi, uniscono le forze: «Non abbiamo un sito web, perciò ci siamo rivolti a Book Dealer, una rete che unisce tante librerie indipendenti: puoi acquistare un libro online e poi decidi quale di queste te lo spedisce. È nata come anti-Amazon» . —

Gabriele Noli

Simone Pierotti

La guida allo shopping del Gruppo Gedi