Viareggio piange il Professore, l’uomo dalle notti infinite

Dal Brasile alla passione per l’arte, una vita intensa quella di Erminio Caroselli. Un amico: «Lo voglio ricordare così, simbolo paradigmatico della città décadent» 

VIAREGGIO. Se ne è andato a 85 anni Erminio Caroselli, che tutti, a Viareggio, anche chi aveva trascorso con lui nottate intere a chiacchiere al ristorante La Taverna dell’Assassino, conoscevano semplicemente come “il professore”.

«Giovedì nel pomeriggio intorno alle 18.30 l’ho accompagnato a casa in via Flavio Gioia – dice Brunello Lombardi, un amico–: l’avevo portato a Lido di Camaiore a comprare un giornale francese, mentre stava per entrare in casa è caduto sulle scale, però non sembrava niente di preoccupante. Sono andato via e alle 21 ha avuto delle complicazioni e la compagna Rosanna ha allertato il 118. Con l’ambulanza è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, dove nella notte poco dopo l’una, purtroppo è deceduto. Era un uomo brillante, conosciuto anche negli ambienti del Vaticano dove ci sono andato a volte con lui».

In Brasile dove aveva vissuto a lungo, era il braccio destro di un imprenditore di prodotti metallurgici, ma la sua grande passione era l’arte. Ed è per questo motivo che tutti lo chiamavano il “professore”. Erminio Caroselli era nato a Persico Lanciano, un paese della provincia di Isernia. Aveva avuto per anni la residenza a Roma, poi si era trasferito a Viareggio in via Flavio Gioia, in quella che prima era l’abitazione estiva. Era una persona piacevole e di compagnia e sono molti quelli che lo ricordano e che da ieri sono andati a rendergli omaggio presso la sala alla Croce Verde, dove è esposta la salma.

Riccardo Roni ricorda che «è mancata una persona speciale, unica, legata a doppio filo alla Viareggio dei caffè storici che prolunga la sua vita briosa e sprezzante fino a notte fonda. È morto il Professore (Erminio Caroselli). Si faceva chiamare così, e così voglio continuare a chiamarlo. Frequentatore assiduo della mitica Taverna dell'Assassino sul lungo canale di Viareggio, ha trascorso intere serate in compagnia di mezza città. Vanno ricordate la sua personalità carismatica e la libertà di pensiero, la critica del presente. Un personaggio letterario, sicuramente. Sapeva inserirsi in qualsiasi situazione, grazie alla personalità proteiforme. Con tantissimi miei amici abbiamo condiviso per lungo tempo la sua tagliente ironia: era un uomo socratico.Lo voglio ricordare così, simbolo paradigmatico della Viareggio décadent».

L’avvocato Enrico Marzaduri scrive: «Davvero il tempo diverso si traduce nelle persone diverse, ed oggi non abbiamo un Professore che possa avvicinarsi a quello che si è allontanato». Lorenzo Antonini aggiunge «mi ricordo le serate, nottate di scambio di idee all'Assassino nelle quali non ti accorgevi di aver fatto mattina.. R.I.P. caro Professore». Tanti altri i ricordi, come quello dell'ex sindaco, Leonardo Betti che dice: «Una gran bella persona» o dell'avvocato Gianmarco Romanini: «Che triste notizia - dice -: un signore di altri tempi lo ricordo con enorme affetto». Il funerale è fissato per il 21novembre alle 10.30 presso la chiesa del Cimitero.

 

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