Il virus si estende al Pio Campana: salgono a 22 i casi positivi

Continua il calvario degli operatori con i test: c’è chi è dovuto andare in Garfagnana con la febbre a 39

SERAVEZZA. Salgono a nove gli operatori socio assistenziali del Pio Istituto Campana positivi al covid. Sono invece tredici gli ospiti della casa di riposo contagiati (erano quattordici ma una paziente, Cesarina Verona, è deceduta mercoledì). E continua il calvario dei dipendenti per sottoporsi al tampone e avere poi le risposte. Fra loro infatti c’è chi è stato chiuso in casa (sempre negativo) più di due settimane, aspettando il tampone, solo perché era stato a contatto con un collega contagiato, o chi per farsi il test molecolare è dovuto salire fino a Castelnuovo Garfagnana con la febbre a 39. Se da un lato il focolaio alla Rsa di Seravezza si è esteso molto, mercoledì c’è stata perfino una vittima e il covid ha contagiato fra pazienti e dipendenti circa 29 persone, dall’altra il ritardo nel fare i tamponi e attendere le risposte ha complicato il contenimento del virus. «Lunedì i medici hanno eseguito i tamponi molecolari a tutti gli ospiti risultati positivi all’ultimo test - dice Renzo Venturini, presidente dell’Istituto - stiamo aspettando l’esito. Come ho già detto, nessuno ha sintomi particolari, ma devono stare in camera isolati, sono già tanti giorni, e questo dispiace».

Quindi, corsie preferenziali per gli operatori delle Rsa e per i pazienti, per tracciare i contagi non sono state ancora attivate dalla Regione. Ci sono poi le testimonianze dirette degli Osa (Operatori socio assistenziali) della cooperativa sociale Compass di Massa, che lavorano al Pio Campana. Solo tre di loro sono usciti dalla quarantena, perché negativizzati o perché mai positivi. Una è Sonia Bertellotti, che non è ancora riuscita a rientrare a lavoro: «Ero negativa al tampone del 23 ottobre (esito arrivato il 29). Nel frattempo ero di turno, facevo mattina e notte, perché come personale eravamo già in affanno e un pomeriggio ho accusato la febbre. Sono stata fortunata perché ho fatto il tampone già il 31 ottobre però sono dovuta andare a Castelnuovo Garfagnana con la febbre e stavo davvero male. La risposta è arrivata il 6 novembre (positiva)». Adesso è in attesa di poter ripetere il test molecolare sperando di essere tornata negativa. Sonia Bovecchi invece non ha potuto lavorare dal 27 ottobre fino a pochi giorni fa: era stata messa in quarantena preventiva dall’Asl perché era stata a contatto poche ore con un collega positivo.

«Ho telefonato al medico di base - racconta - per avere il codice elettronico e prenotare il tampone, ma solo il 10 novembre sono riuscita a farlo». La risposta è arrivata il 13 novembre e il giorno dopo Sonia è tornata a lavoro. Solito calvario anche per altri due operatori della Compass. Come Saverio Bellanca, «dal 27 ottobre in malattia per influenza - dice -. Ho da subito provato a prenotare il tampone e ci sono riuscito solo per il 10 novembre ad Avenza», e al momento è ancora positivo in attesa del nuovo test. Mentre Silvia Moschetti ha accusato febbre il 15 ottobre, «ho avuto la risposta del primo tampone, del 21 ottobre, quattro giorni dopo. Per ripeterlo ho chiamato anche i carabinieri perché non riuscito a fissare una data - dice -. Ce l’ho fatta il 9 novembre e risultavo ancora positiva con carica bassa». Ora è in attesa di un altro test.

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