Addio a Giovannino il mitico bomber degli anni ’50 e ’60

Biagi era stato una delle glorie calcistiche della Versilia. Allenò anche diverse squadre e lavorò infine in Comune

FORTE DEI MARMI. Con Eugenio Cherubini ed Enrico Mazzucchi, Giovanni Biagi, classe 1935, era stato una delle glorie calcistiche fortemarmine degli anni Cinquanta-Sessanta. Ieri se n’è andato all’età di 85 anni, tra il rimpianto dei familiari, degli amici e di quanti l’hanno conosciuto.

A Giovannino, come lo chiamavano tutti, volevano bene in tanti, a partire dai suoi amati ragazzi delle giovanili che aveva allenato per anni con passione e dedizione. Biagi era stato un calciatore di successo tra gli anni’50 e’60, e poi un amato allenatore nelle giovanili del Forte dei Marmi. Tante le squadre che l’avevano schierato in campo: il Ravenna, il Marsala, il Parma e l’Ascoli e quella indimenticata Cirio Napoli che militava in serie C, e nelle cui file giocò assieme agli altri due fortemarmini, Cherubini e Mazzucchi. Infine era passato a giocare nel Pietrasanta e poi nel Forte dei Marmi. Giovanni era una grande mezzala dal piede d’oro da potentissimo goleador.

«Aveva un tiro micidiale pur non avendo una grande stazza fisica – racconta Enrico Galleni collega sul lavoro e nel calcio – e tanti portieri che rifiutavano la barriera se lo ricordano ancora oggi. Ma era soprattutto una persona generosa, serena, di riferimento». «Chi non ricorda la disponibilità e la gentilezza che dispensava a tutti coloro che gli si rivolgevano. da dietro del suo bancone dell’anagrafe? », ricorda Vasco Franceschi.

Biagi, smesse le scarpette era poi entrato in Comune all’ufficio igiene, dove assieme al collega Lazzotti per tanti anni aveva seguito la parte più sociale. Poi con le nuove strutture sanitarie, l’ufficio era stato chiuso e Biagi era diventato una delle colonne dell’anagrafe di Palazzo Quartieri: lui all’anagrafe vera e propria, Raffaello Castellacci allo stato civile e Enrico Galleni all’elettorale.

E in quegli anni aveva poi trasferito la sua grande esperienza e abilità nell’allenamento delle giovanili del Forte e dell’Atletico, squadra nella quale militavano Michele Aliboni, Enrico Ceretti, Angelo Maccarone, il compianto Nellino Raffaelli, e lo stesso sindaco Bruno Murzi. Con tutti questi Giovanni Biagi aveva mantenuto un legame di amicizia e stima: «Giovanni oltre che un ottimo giocatore di calcio e capace allenatore era una buona persona che sapeva donare un sorriso ed una parola di conforto non solo durante le partite di calcio ma anche nella vita comune», ricorda Bruno Murzi. «Perdiamo un amico più anziano, ma che ha saputo nel tempo essere giovane tra i giovani e al quale non possiamo che dedicare un commosso pensiero. Ci stringiamo nel dolore delle sue amate figlie».

 

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