Lascia il lavoro fisso e apre un negozio in centro a Viareggio in piena pandemia

La scelta di Davide, 33 anni: «Il lockdown è stato difficile, ma mi ha dato la spinta per cambiare vita»

VIAREGGIO. Ci vuole coraggio. Per voltare le spalle alla certezza del posto fisso, assecondando un bisogno interiore talmente impellente da non poterne più prorogare la soddisfazione. E poi, reiterando l’ascolto di sé, aprire un negozio (di abbigliamento). Tutto nel giro di appena due mesi. Un rischio in condizioni normali, figurarsi adesso che la seconda ondata di contagi grava di incognite presente e futuro prossimo. Davide Cascione ha scelto di assumerselo, stimolato al punto da non ritenerlo neppure tale. Via Fratti 642 è nome e nel contempo coordinata geografica (da collocare in una delle arterie del centro di Viareggio) di un cambiamento così evidente, riflesso di quello dell’umore di chi se ne è reso artefice. «Non poteva andare meglio», ammette riferendosi al primo mese della nuova attività.

MOLLO TUTTO E CAMBIO VITA

Viareggino, nato nel gennaio del 1987, Davide Cascione ha un passato lontano da calciatore ed uno assai più duraturo e dunque significativo – undici anni – da dipendente in una delle principali catene di supermercati d’Italia. Agli inizi del 2019, un nuovo incarico: “Assistente del responsabile”, a Parma. Promozione e trasferimento. Con lo scorrere dei mesi si rende però conto che no, non è quella la vita che vuole condurre. Una sensazione che durante la pandemia si rafforza e diventa consapevolezza. «La sera arrivavo a casa esausto, quasi esaurito. I mesi del lockdown sono stati difficili, ma mi hanno dato l’opportunità di capire che era giunto il momento di prendere una decisione». Cascione lascia il lavoro, primo di una serie di passi da compiere che lo porteranno, in un segmento temporale piuttosto breve, ad aprire un negozio per conto proprio, nella sua città, «un’idea che avevo già in mente da un po». Telefona ai genitori per comunicarglielo, cominciando ad attivarsi per la ricerca di un fondo in affitto. Non ce ne sarà necessità, perché la famiglia ne ha uno e glielo mette a disposizione senza particolari remore: si trova in via Fratti, al civico 642. Il 22 luglio Cascione formalizza il suo licenziamento.

DA PARMA CON (L’) AMORE

Gli interventi di ristrutturazione si susseguono rapidi, Davide ha ben chiaro come dovrà presentarsi il negozio agli occhi dei futuri clienti. Viene inaugurato ufficialmente il 27 settembre, «ma le richieste erano talmente tante che di fatto abbiamo cominciato una settimana prima». Via Fratti 642 nasce «perché tra le persone con cui ho parlato, molte lamentavano l’assenza a Viareggio di negozi che assecondassero appieno i loro gusti. Si chiedevano: “Dove si va a comprare? ” e poi magari si recavano in altre città». La corrispondenza del nome con la via ed il civico è da collocare «ad un’idea di tranquillità ed eleganza, come LuisaViaRoma, per fare un esempio. Niente americanate». Cascione usa il plurale volutamente, non a caso. Perché con lui, in negozio, lavora la fidanzata Angelica. «Ci siamo conosciuti quando io vivevo a Parma. Ha lasciato il suo impiego e si è trasferita qui a Viareggio». L’andamento più che incoraggiante dell’attività, pur essendo ancora nella fase iniziale, secondo il 33enne viareggino è da ricercare «nella capacità di capire bene cosa vogliono le persone e da lì selezionare l’abbigliamento da proporre». Spedendolo anche in tutta Italia, grazie al fortissimo richiamo generato su Instagram, dove la pagina di Via Fratti 642 conta già oltre 2mila seguaci, «autentici», specifica sorridendo Cascione. «Riceviamo moltissime richieste tramite messaggi: oggi i social rappresentano una valida alternativa per chi fa shopping». Il riscontro, tra conoscenti e non, è la miglior risposta a quella scelta così drastica compiuta in estate. «Sono contentissimo. Io ci credevo, perché sapevo ciò che dovevo fare e in che modo affinché le cose potessero andare bene». Eppure le uniche esperienze di Davide come commesso risalgono al tempo dei vent’anni, quando ancora si divideva con il calcio, sogno giovanile infranto forse troppo presto, ma senza troppi rimpianti.

UN’ALTRA TESTA

Per qualche istante il pensiero torna proprio lì, a quella carriera da giocatore – sviluppata tra le giovanili di Fiorentina e Bologna, poi Pistoiese (con l’esordio in C1), Figline Valdarno e Cuoiopelli – che si è interrotta a causa di infortunio serissimo, sulla quale ha anche inciso, in negativo, un carattere ribelle. «Spesso non riuscivo ad accettare le scelte degli allenatori. E sbagliavo, ne sono cosciente. Però tecnicamente ero bravo», afferma con un tono scherzoso che cela una convinzione sua e di chi lo vedeva in campo. «Adesso sono un’altra persona. Una qualità, comunque, l’ho conservata». Quale? «La grinta. Quella non se n’è mai andata». 

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