Il calcio dilettanti con le spalle al muro: le reazioni dei club della Versilia

I dirigenti dei club versiliesi costretti a fermarsi un mese: «Era prevedibile, non si può andare avanti giocando una partita e due no»

VIAREGGIO. Il provvedimento era nell’aria. Già domenica sera dopo la disputa di quella che al momento è stata l’ultima giornata del 2020 dei campionati dilettantistici tra dirigenti, tecnici e giocatori c’era la sensazione che probabilmente non si sarebbe andati più avanti. E quindi l’ordinanza del governatore Giani non ha colto del tutto di sorpresa. Niente partite per un mese nei campionati regionali, dall’Eccellenza alla 2ª categoria oltre a quelli dei campionati juniores, allievi, allievi B e giovanissimi, tornei che erano sopravvissuti al primo stop che aveva fermato i campionati provinciali e amatoriali.

«Me lo aspettavo? Direi di sì – commenta Giuliano Tomei presidente del Viareggio – non si può andare vanti giocando una partita sì e due no. A mio avviso i campionati dilettanti dovevano iniziare a gennaio 2021 facendo magari un girone in più per ogni campionato». Oltre che di natura sportiva il problema diventa anche economico. «Ci siamo presi impegni. Quando uscirà l’ordinanza faremo una riunione in società. Anche perché secondo me dopo questo primo stop è probabile ne venga decretato un altro e si ricominci a giocare, speriamo, a gennaio».


Anche per Serafino Coluccini, numero uno del Pietrasanta, forse era meglio partire più tardi o non partire. «Il settore dilettanti non è in grado di gestire situazioni come questa. Ci sono protocolli da rispettare e siamo sicuri che tutte le società riescono a rispettarli?».

E naturalmente lo stop apre scenari sul futuro già compromesso delle società dilettantistiche. «Gli sponsor si sono ridotti al minimo, non ci sono più gli incassi derivanti da tornei, dei biglietti e dei punti di ristoro. No alle partite ma sì agli allenamenti. Questo significa che le società dovranno continuare a pagare i rimborsi spese ad allenatori e collaboratori, mettere la benzina nei pulmini che portano i ragazzi al campo. La partita la domenica è l’ultimo problema. Il più grosso è gestire la settimana».

Coluccini se la prende un po’ con la politica ma anche con le altre società. «I politici non si rendono conto delle dinamiche in questo mondo e tra noi dirigenti c’è poca unità. Forse meglio smettere».

Anche Ivo Coli presidente del Capezzano si aspettava lo stop. «C’era da aspettarselo e se ne era parlato un po’ in giro perché finora c’era stata anche una disparità nel trattare le varie categorie: i campionati regionali giocano e quelli provinciali no. Ragazzi che poi durante la settimana svolgono assieme le sedute di allenamento».

Ma a preoccupare Coli è soprattutto il problema economico. «Le entrate sono ridotte al lumicino e per questo credo che la politica debba aiutare il calcio dilettantistico che rischia di chiudere». —




 

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