“Cenatown” va in letargo ma nessuno vuole chiudere

Diversi ristoranti del centro storico di Pietrasanta a novembre vanno in ferie pronti a riaprire a dicembre anche se tutti sono costretti a navigare a vista

PIETRASANTA. “Cenatown” - come è stato ribattezzato il centro storico di Pietrasanta colmo di ristoranti - naviga a vista: il Covid, subdolo e sempre più presente, non permette di guardare oltre il breve periodo. «Ma non chiudiamo fino a quando non ci verrà imposto di farlo» è il mantra dei ristoratori. Con qualche distinguo operativo come nel caso di Simone Andreano, titolare de Il Posto, che ha messo mano al portafoglio e ha comprato due ionizzatori per gli ambienti. «Serviranno a rendere più sicuri i nostri locali: da 60 posti siamo passati a 35, rispettiamo ordinanze e protocolli e a mezzanotte, ovviamente, non ci sono più clienti all’interno. Detto questo percepisci che la situazione sta peggiorando, che il lavoro, sia pure sempre di buon riscontro, sta calando e che è inutile fare previsioni. Noi, però, andiamo avanti» ribadisce Andreano.

Andare avanti è anche la priorità dei titolari di Pinocchio di via Stagi. «Fino a quando non ci diranno, e mi auguro che non accada, di tirare giù la saracinesca, perché mai dovremmo chiudere? Oggi siamo aperti a pranzo e cena, il lavoro è calato ma nel fine-settimana ci sono ancora diverse prenotazioni. Non è semplice, ma è doveroso restare aperti dal nostro punto di vista».


Navigare a vista è anche il pensiero di Filippo Di Bertola che con il suo Filippo di via Barsanti, è reduce da tre mesi estivi di grandi numeri. «Sì, ma non tali da compensare quanto non fatturato nella primavera scorsa. Andremo in ferie a novembre, riaprendo a dicembre a pranzo e cena. A meno che non ci venga imposto altro causa emergenza sanitaria. Nel frattempo - spiega Di Bartola - ho dovuto sospendere il servizio di catering e questo avrà conseguenze sul nostro lavoro, sul personale. Il ristorante di Forte dei Marmi? Chiuso, ma non per il Covid, parliamo di uno stop già programmato. Io voglio andare avanti, poi però non posso sapere o controllare quello che di drammatico e doloroso ci sta gravitando intorno. Vediamo come vanno le prossime settimane».

Libero Musetti, di Libero di via Stagi non ha dubbi. «Con le dovute cautele si tiene aperto. Ho un’attività che non mi posso permettere di chiudere dopo lo stop a primavera, ho dipendenti che non voglio mettere in cassa integrazione, riattiverò anche il servizio della consegna a domicilio e non farò ricorso alle ferie. Se cominciamo a chiudere in modo generalizzato salta il sistema e Pietrasanta ne risentirà in modo drammatico. Siamo reduci da un’estate importante a livello lavorativo, ora dobbiamo tenere duro: nel ristorante ho 18 posti, tutti distanziati. Paura fra la clientela? Se rispetti i protocolli non vedo il problema».

Prima qualche settimana di vacanze e poi la riapertura per il Vaticano di via del Marzocco. «Ferie che vogliono essere un premio e un grazie al mio staff per il grande lavoro svolto durante i mesi estivi - sottolinea Andrea Focacci - difficile ora fare previsioni: noi siamo aperti nei fine-settimana e si lavora discretamente, anche stasera ci sono prenotazioni, ma la situazione è in divenire e non sai cosa aspettarti. Intanto, chiuderemo qualche settimana a novembre. Tutto il resto non dipende da noi». 
 

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